venerdì 27 novembre 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Delitti all'ombra dell'ultimo sole di E.Arosio e G.Maimone per Fratelli Frilli

Oggi la nostra miss Moneypenny ci racconta un nuovo giallo.

QUARTA E COVER:


Davide, filmaker ciondolante; Marco, padre di Davide e produttore di Albarola; Laura, anatomopatologa innamorata; Sergio, proprietario di un pub ristorante; Ettore, culturista, padrone di una palestra; Nanni di Rienzo, bluesman napoletano cieco; Ayew, chitarrista nero albino; Stecco, cuoco; Enrico, barista; Filippo, Attila, Adele, Agnese, Orsetta, Andrea, Gaia, fino al commissario Ortensia Ferraris e gli agenti Bacci, Cafiero e Caruso. Cosa hanno in comune tutti questi personaggi? Un locale: All’ombra dell’ultimo sole, una rotonda sul mare dove bere, mangiare e ascoltare musica, costruita lungo l’antico terrapieno ferroviario, tra Levanto e Bonassola. Una sera, sulla piccola spiaggia di sassi antistante, viene ritrovato il corpo senza vita di una bellissima donna. L’ha davvero portata il mare? O è stata volutamente abbandonata lì? È il primo di una serie di delitti che ruoteranno tutti attorno al locale. Un giallo in soggettiva, dove ogni singolo personaggio racconta la sua personale visione dei fatti: un protagonista collettivo fatto di 20 corpi e 20 teste.


RECENSIONE:


Un locale”All'ombra dell'ultimo sole”, una rotonda sul mare dove bere, mangiare e ascoltare musica,

costruita lungo l'antico terrapieno ferroviario, tra Levanto e Bonassola. Una sera, sulla piccola spiaggia di

sassi antistante, viene ritrovato il corpo senza vita di una bellissima donna. L'ha davvero portata il mare?

O è stata volutamente abbandonata lì? È il primo di una serie di delitti che ruoteranno tutti attorno al

locale.

Un giallo raccontato a molte voci, con un andamento anomalo in cui, contrariamente ai gialli tradizionali,

le indagini passano quasi in secondo piano.

Protagonista indiscusso è il locale “All'ombra dell'ultimo sole” (ispirato chiaramente a una canzone di

Fabrizio de André) che si trova ad essere teatro di efferati omicidi, a cui si aggiunge un protagonista

corale, cioè la combriccola di persone che ruotano attorno al locale, che sono spettatori e in un caso

addirittura testimoni degli omicidi.

Molte voci, dicevamo, che raccontano molto della loro vita, del loro quotidiano, delle loro abitudini, dei

loro rapporti, dei loro vizi, dei loro amori e amorazzi. Sono sia le voci degli avventori, sia quelle della

giovane commissaria, con un'autostima alle stelle e un comportamento arrogante che non riescono però a

nascondere la sua assoluta incompetenza nei casi di omicidio, sia quella della patologa, anche lei giovane,

in competizione con la poliziotta sul piano personale, sia la voce dell'assassino della prima vittima, che

quella della vittima stessa, che si descrive in modo spregiudicato come femme fatale, orgogliosa della sua

“caccia” quotidiana, alla ricerca di un uomo diverso ogni sera.

Gli indizi emergono piano piano, non tanto dalle indagini ufficiali, quanto piuttosto dai pensieri di ogni

narratore, dalle voci sapientemente ascoltate da un testimone “oculare” cieco, dalle congetture di

ciascuno, dalle piccole tessere di un puzzle che, quasi per caso, ognuno riesce a individuare e che alla fine

riusciranno ad incastrarsi grazie alle intuizioni quasi simultanee da parte di diverse persone.

Gli autori incuriosiscono il lettore con la narrazione dei personaggi, più che dei fatti, con ironia nella

descrizione delle situazioni, con arguzia nello svelare un colpevole inatteso e sconosciuto. E chiudono con

una morale sui peggiori comportamenti umani.

Un racconto di evasione, che si legge rapidamente e che, nonostante quattro omicidi, induce a sorridere.


Voto finale: ⭐⭐⭐ e 1/2

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Alla prossima recensione, 

Miss Moneypenny



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