martedì 27 ottobre 2020

CURIOSITA' LETTERARIE: le molte sfighe di Niccolò Machiavelli.

Oggi vorrei raccontarvi di uno degli autori che più ho apprezzato durante i miei anni scolastici: Niccolò Machiavelli. Perché mi piaceva tanto? Perché in mezzo a tutti quei mollicci che non sapevano altro che cianciare di amori perduti, disperazioni, tristezze e afflizioni, il Nic mi sembrava uno con le palle.

Fu indubbiamente un grande studioso di teoria politica - Il principe, ah, quante cose ho imparato! – e

letterato dalle molte contraddizioni; una penna verace e vigorosa, ma in certo qual modo anche raffinata; un amante degli antichi ma anche proteso verso la modernità, una personalità ancora oggi decisamente sottovalutata o fraintesa. Ma... anche un gran sfigato!

Intanto era brutto come l'orco, povera stella ––>

Da giovane ebbe tendenze laiche e anticlericali; copiò di proprio pugno il De rerum natura, (Tito Lucrezio Caro, I sec d.C.) opera decisamente invisa alla chiesa in cui l'autore esprime un chiaro richiamo alla responsabilità personale e di un incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere, escludendo dio dall'equazione. Questo gli valse l'inimicizia degli uomini vicini al Savonarola (che era un frate domenicano, ricordiamo), allora al potere; così, si giocò la corsa alla Seconda cancelleria del comune di Firenze nel 1498, scavalcato proprio da un raccomandato savonaroliano.

Ottenne la carica solo con l'avvento della Repubblica, ma fu costretto ad abbandonarla nel 1512 quando i Medici ritornarono a Firenze. L'anno dopo fu imprigionato e torturato perché sospettato di cospirare contro gli stessi Medici. Tentò in tutti i modi di attirarsi le grazie della potente famiglia – e c'è da chiedersi perché, visto che lo avevano spedito in galera a patire i peggiori supplizi –  ma vi riuscì soltanto molti anni dopo, nel 1525

Tuttavia, nel 1527, i Medici dovettero lasciare la città toscana e la nuova Repubblica non concesse nessun incarico al nostro Nic, ormai troppo legato alla famiglia nobile ex governante.

Morì quasi subito, e dopo poco più di un anno i Medici tornarono a Firenze, ma ahimé troppo tardi per Niccolò.

Nonostante questo si deve a lui la nascita della moderna scienza politica moderna, e del concetto di ragion di stato, alla quale tutto deve assoggettarsi.

Inoltre, il suo genio viene riconosicuto ancora oggi in ambiti 'insospettabili': il suo nome, modificato in Makaveli, venne usato da un rapper statunitense per firmare molte sue canzoni 

Niccolò Machiavelli viene proposto anche nel videogioco Assassin's Creed 2 e nel seguito Brotherhood, in veste di Assassino. Proprio in quest'ultimo assume un ruolo particolarmente importante, insieme ad altri personaggi dell'Italia rinascimentale, come mi spiega mio figlio!

Niccolò Machiavelli è uno degli antagonisti della serie di romanzi fantasy I segreti di Nicholas Flamel, l'immortale (come capo dei servizi segreti francesi), scritta da Michael Scott.

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