mercoledì 30 settembre 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Sa morte secada, di Nicola Verde per Fratelli Frilli

SCHEDA:

Titolo: Sa morte secada
Autore: Nicola Verde
C.E. Fratelli Frilli
Genere: Giallo
Pagine: 195
Prezzo: 6,99€ ebook, 14,15€ cartaceo

QUARTA:

Il maresciallo Carmine Dioguardi, campano, sposato senza figli, negli anni '60 viene mandato in servizio a Bonela, centro agro-pastorale di una Sardegna in piena trasformazione economica dove il nuovo, vale a
dire la costruzione di una fabbrica, deve trovare il modo di convivere con una civiltà risalente ai nuraghi.
Il corpo del piccolo Cosimo ucciso a colpi di pietra, spolpato dagli animali selvatici e fatto ritrovare a Fardighei, dà il senso di quanto intricate per Dioguardi si presentino le indagini. Cosimo è figlio di
Natalia Frau, bella e traviata che si mantiene prostituendosi in città. Il bimbo è affidato a sua sorella Costantina, e un giorno scompare. Cosimo è figlio del peccato se è vero, come si mormora, che suo padre
è niente meno che preide Bertula, il parroco di Bonela che ama il “latte d’asina”, pratica l’usura ed ha tanti nemici che però lo temono. E c’è poi il bandito Farore e c’è l’amore giovanile di Natalia che
nasconde un segreto struggente e straziante.

RECENSIONE

Il libro è “anche” un giallo. Ci imbattiamo subito nella scomparsa, prima, e nella morte poi, del piccolo
Cosimo e nelle conseguenti indagini. Soprattutto però il lettore viene condotto nell'atmosfera delle antiche
tradizioni della civiltà nuragica, in una religione primordiale tipica di quei luoghi, fatta di riti, culti,
leggende, miti e usanze sconosciute all'investigatore ”continentale” appena arrivato da Napoli alla sua
nuova destinazione in Sardegna.

“Siamo un popolo preistorico che ancora crede che dalle ossa si possa resuscitare” gli dice un giovane
sacerdote, una delle prime persone interrogate dal maresciallo. Secondo un detto antico, questo significa
“tagliare la morte, andare fino in fondo, andare fino all'osso”. Questo è il significato del titolo.
L'autore ci narra sapientemente quel mondo di pastori, di banditi, diventati tali per fame o per vendetta, di
segreti famigliari che non possono essere svelati, di omertà, di circoli di notabili che il maresciallo non
ama frequentare, di legami tra sorelle, di memoria smarrita, di orgoglio, in una Sardegna arida e bruciata
da un sole che asciuga tutto.

Il racconto non ha un lineare andamento cronologico, è quasi disarticolato ma le varie narrazioni
ben si incastrano a formare la cronaca della storia, senza mai deconcentrare il lettore.
E' gradevole la descrizione dei momenti in cui il maresciallo condivide le riflessioni sulle indagini con sua
moglie, che si preoccupa nel vederlo pensieroso e spesso lo aiuta a districarsi tra le superstizioni e i riti
locali, grazie anche alle chiacchiere che sente in paese, mentre lui fa congetture sull'inutilità di quel delitto
e riflette su un pensiero letto in un testo di Sciascia, che sostiene quanto alla soluzione di certi delitti
misteriosi oltre che l'intuizione contribuirebbe il caso.

La soluzione si fa lentamente strada e appare del tutto imprevista e singolare, tanto incredibile quanto
atroce, portandoci alla scoperta di una complicità non nell'azione delittuosa quanto piuttosto nella
protezione amorevole verso chi ha smarrito il senno ed il ricordo e ci fa riflettere sulle complicate
relazioni umane.
E la scoperta di questi fatti modifica l'atteggiamento del maresciallo verso quella gente, che inizialmente
faticava a capire, e lo porta ad apprezzare quella terra che dapprima aveva considerato un esilio ostile.

VALUTAZIONE FINALE: ⭐⭐⭐ ⭐ e 1/2

Alla prossima, 
Miss Moneypenny

martedì 29 settembre 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE, di Stefano Mancini per Fanucci editore.

Cari lettori oggi abbiamo una lettura davvero affascinante per voi, una vera e propria chicca!

SCHEDA: 

Titolo: L'enigma del Führer

Autore: Stefano Mancini

Genere: Thriller fantascientifico 

C.E. Fanucci

Pagine: 382

Prezzo: 6,99€ ebook, 15,20€ cartaceo


QUARTA:

Londra. È notte ed Ethan Cooper, giornalista del Guardian, è alla guida. All’improvviso, sbucato dal nulla, un uomo si lancia sotto la sua macchina. L’asfalto, zuppo di pioggia, rende inutile la frenata: l’impatto è inevitabile, gli effetti devastanti. Resosi conto della gravità dell’incidente, Ethan chiama i soccorsi e raggiunge l’uomo in fin di vita. Questi, con le ultime forze, gli consegna due oggetti e pronuncia alcune frasi incomprensibili.
Sentendosi responsabile per quanto accaduto, Ethan comincia allora un’indagine che lo porta prima a una cassetta di sicurezza a Francoforte, poi in una cittadina al confine con la Polonia dove conosce Kirsten, brillante fisico, e nipote di un chimico al servizio del Terzo Reich, sequestrato e giustiziato per motivi mai del tutto chiariti.
Trascinati in un vortice di enigmi da risolvere, codici cifrati e inquietanti messaggi dal passato, Ethan e Kirsten dovranno far luce sul più sconvolgente progetto mai sviluppato dalla Germania nazista. In palio non solo la loro vita, ma anche il futuro dell’intera umanità.
Un thriller fantascientifico da cardiopalma, una lettura entusiasmante, uno scenario inedito.

RECENSIONE:

Un lavoro davvero eccellente questo Enigma del Führer, che si inserisce nel filone che vuole i nazisti impegnati in ricerche segrete facenti capo alle più disparate discipline, sia scientifiche che esoteriche.
Il protagonista di questo romanzo è, anche se potrebbe sembrare altrimenti, uno scienziato tedesco diventato un fervente sostenitore del Führer negli anni della sua formazione che vede scemare poco a poco la sua fedeltà al Reich a causa delle mostruosità perpetrate e della follia – anch'essa evidente poco per volta – di Himmler. Genio della fisica, Gunther Klein cerca rocambolescamente di rimediare agli errori della Germania nazista. Fallisce, ma riesce a raggiungere, attraverso uno scritto cifrato, due persone nel 2020: Kirsten e Ethan. Da qui prende il via una corsa contro il tempo (e contro i nuovi nazisti) e una indagine che affonda le sue radici negli anni Quaranta del secolo scorso e in uno dei castelli simbolo del regime nazista: Wewelsburg, sede di tutti i segreti di Himmler e delle SS nella realtà e di un avveniristico laboratorio i cui studi avrebbero dovuto cambiare le sorti de mondo secondo la finzione narrativa.

Quella scoperta avrebbe cambiato il corso della storia. Se le intuizioni dei suoi scienziati si
fossero rivelate vere, la Germania si sarebbe presa la sua rivincita con gli interessi. Un
nuovo Reich sarebbe sorto dalle ceneri dell’odiosa Repubblica di Weimar.

I personaggi sono piuttosto ben delineati. Kirsten, è una giovane scienzaiata rimasta orfana anzitempo e cresciuta da una amatissima nonna nel ricordo di un bisnonno ingiustamente giustiziato sul finire della Guerra. Ethan, invece, è un giornalista affermato con un passato doloroso in cerca di riscatto. Ma il personaggio meglio descritto è naturalmente Gunther, di cui seguiamo la vita dalla gioventù entusiasta e in linea con le grandiosi idee che Hitler sapeva infondere nei suoi adepti, alla maturità consapevole delle colpe del regime e di quanto il suo stesso lavoro abbia contribuito attivamente a perpetrare orrori a non finire. 

Una tecnologia perduta. Un genio assoluto. Un orrore senza fine.

Stile e editing sono pressoché perfetti, la mia penna rossa da maestrina con gli occhiali sul naso è rimasta inutilizzata nelle mie mani. Se, come dice l'autore nelle note finali, c'è stato un lungo e laborioso lavoro di revisione e riscrittura, dobbiamo dare assolutamente atto che esso ha dato i propri frutti nella maniera migliore. Il linguaggio è lineare, semplice, sempre adatto alle situazioni presentate e senza una sbavatura grammaticale né ortografica. La ricerca storica parimenti sembra essere stata effettuata nel migliore dei modi: i riferimenti agli avvenimenti sono precisi e puntuali, e l'atmosfera in generale che si respira nelle parti ambientate a Wewelsburg ricrea io credo con una elevata dose di veridicità quella che doveva respirarsi in quelle sale quando Himmler le attraversava, immaginando il suo potere estendersi sul mondo intero e regalando anelli distintivi ai suoi collaboratori più fedeli, in segno di appartenenza al nuovo regime che intendeva instaurare.

Se dobbiamo proprio trovare un difetto (e sapete che dobbiamo) all'inizio ho avuto la sensazione che lo stile narrativo fosse un po' troppo simile ad altri romanzi dello stesso genere già letti. Citiamo uno per tutti, il famosissimo (e anche famigerato per certi versi...) Codice da Vinci. Il personaggio 'che sa' ucciso all'inizio, gli indizi criptici, la fuga insperata di un uomo e una donna insieme contro nemici misteriosi e ben organizzati nel tentativo di decifrare un enigma (qui, letteralmente...) che affonda le sue radici in un tempo lontano mi sono apparse come uno schema collaudato, ben utilizzato ma non particolarmente originale. Tuttavia, che dire. Questo romanzo è un thriller, ed è un genere coi suoi schemi codificati. L'autore si muove perfettamente all'interno di essi, dosando informazioni e mistero, intuizioni e fughe rocambolesche tenendo il lettore davvero avvinto alla lettura. Anche se facciamo fatica a capacitarci di come una scienziata e un giornalista senza alcun tipo di addestramento (tranne il krav maga di Kirsten che salva davvero diverse situazioni) riescano a rimanere vivi in situazioni come quelle descritte, è chiaro che un elemento di eccezionalità nei personaggi di un romanzo è necessario, o non ci sarebbe alcuna storia da raccontare. 

RECENSIONE IN PILLOLE

Consigliato a chi: ama le storie misteriose e rocambolesche.
I temi affrontati: I legami famigliari, la perdita e il lutto, la coscienza civile, il riscatto, la devozione.
Il messaggio nascosto: Il passato non si cambia, nonostante quel che dice Einstein!

Valutazione finale ⭐⭐⭐ ⭐⭐

DUE PAROLE SULL'AUTORE

Stefano Mancini nasce a Roma, nel 1980, dove si laurea col massimo dei voti. Dopo aver
lavorato per anni come giornalista in alcune importanti testate italiane, nel 2015 fonda il
service editoriale “Tracce d’Inchiostro”, per dedicarsi a tempo pieno all’attività di editor.
Con Linee Infinite Edizioni ha pubblicato le due trilogie epic-fantasy “L’Era delle Guerre”
(composta dai romanzi Le paludi d’Athakah, Il figlio del drago, Il crepuscolo degli dei) e “L’Era
degli Eroi” (composta da L’erede del mago, Vessilli di guerra e La furia dei draghi). I suoi altri
libri sono Pestilentia (Astro Edizioni) e Ostilium (DZ Edizioni).
L’Enigma del Führer è il suo romanzo d’esordio nel catalogo Fanucci Editore.



mercoledì 23 settembre 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: You are unforgettable, di Lady D

Chiunque ama il classico romance con tutti i suoi sacri crismi non potrà non apprezzare il lavoro che abbiamo letto per voi quest'oggi.


Scheda:

Titolo: You are unforgettable

Autore: Lady D

C.E.: Self published

Genere: Romance, sport romance

Prezzo: 2.99€ formato ebook, disponibile in abbonamento KU



Quarta:

I segreti logorano.
Le bugie uccidono l’anima.
Ci sono promesse che a volte non possono essere mantenute. 
Come quella che Matias ha fatto a Nina. 
Non avrebbe mai voluto dirle addio, ma Katie non gli ha lasciato altra scelta.
Iceman non è più il famelico pilota che, dopo due giri, aveva già tre secondi di vantaggio sugli inseguitori.
No, Iceman questa volta, a pochi giri dalla gara più importante della sua vita, si è lasciato sfuggire la vittoria, terminando la corsa nella maniera peggiore: perdendo la persona a cui teneva di più.
Senza amore può vivere, ma senza il motore che lo spinge a dare il massimo, per vincere, sopravvivere e andare oltre, Matias non è nient’altro che un involucro di rabbia pronto a distruggere tutto e tutti per riconquistare la donna che ama più di ogni cosa al mondo. 
Anche a costo di scendere a patti con il diavolo in persona.

YOU ARE UNFORGETTABLE è il volume conclusivo della dilogia
Racing Hearts. Primo volume: ICEMAN 


Recensione:

Come dicevamo, questo è davvero il più classico dei romance! Gli elementi ci sono tutti: ambientazione
nel jet set, bella gente che conduce vite che noi umani possiamo solo immaginare, un amore da strapparti il cuore a mani nude, un (bel) po' di "sesso selvaggio", un'antagonista cattivo che più cattivo non si può e pure un po' perverso e psicopatico che non guasta mai. 
L'ambiente delle corse è descritto molto bene, si capisce da lontano che l'autrice ne è appassionata e lo conosce piuttosto da vicino (o ha studiato). 
Iceman è il solito sbruffone mezzo matto :-) che teme a ogni passo di perdere la sua amata ma non ha alcuna remora a vederla girare in pista a oltre 300 km all'ora... e magari anche di stuzzicarla durante una gara. Che volete farci, Matias Quinn è fatto così, prendere o lasciare! In compenso Nina inizia un po' sottotono, ma torna ben presto a essere lucida e combattiva come l'abbiamo conosciuta nel primo romanzo. Continuano a far loro contorno una serie di comprimari che ruotano intorno ai due protagonisti come una corolla di petali sta attorno al centro di una margherita, impreziosendo e arricchendo la storia di dettagli magari non indispensabili ma assolutamente piacevoli.
Lo stile di scrittura è molto buono, possiamo anche dire di aver notato una certa crescita rispetto al primo volume in termini di fluidità e, forse, anche di editing. Com'è come non è, questo è un lavoro quasi impeccabile da un punto di vista stilistico, e lessicale, il che non può che aumentarne ulteriormente il valore. 


Recensione in pillole

Consigliato a chi: ama l'alta velocità!

I temi trattati: i vincoli famigliari, la vendetta, la paura, la perdita, l'amore incondizionato

Il messaggio nascosto nella trama: puoi correre forte quanto vuoi, l'amore corre più veloce!

Valutazione complessiva: ⭐⭐⭐




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martedì 22 settembre 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Kai Lele, di Simona MAstrangeli

Cari lettori, oggi recensiamo una trama molto insolita per questo blog!





TITOLO: Kai Lele

AUTORE: Simona Mastrangeli

C.E.: Self

GENERE: per ragazzi

PAGINE: 37

PREZZO: 0.99 ebook, disponibile in abbobamento KU


Kai Lele è un libro illustrato per bambini e amanti dei racconti di tutte le età. Un mostro marino tormenta la piccola città di Pestia, rubando l'amore dei suoi abitanti. Solo Eribel, la nuova arrivata in questa città senz'anima, ha in sè abbastanza amore per capirne l'importanza e risveglierà in uno dei suoi abitanti un sentimento a lungo sopito.


RECENSIONE

È la prima volta che recensisco un racconto per ragazzi e devo dire che sono un po' emozionata!


La storia di Pestia e della sua salvatrice Eribel è tenera come un bocciolo primaverile appena spruzzato di rugiada notturna. Questa trama si inserisce nel solco di classici della letteratura per ragazzi del calibro di Momo, e lo dico come un grande complimento. 

Lo stile è semplice e adatto anche ai lettori più piccini, e le illustrazioni sono davvero belle. Il mostro ha diverse chiavi di lettura, naturalmente, come in ogni fantasy e ogni libro di formazione che si rispetti. Se può essere "solo" un mostro per i giovanissimi, acquista significato e rilevanza per i più grandi e per gli audlti, diventando metafora di una società spersonalizzante che penalizza i sentimenti e le emozioni sull'altare del guadagno e della bella vita. Per fortuna che, nel libro come nella vita, c'è sempre un'innocente che non si lascia traviare, in grado di scorgere l'essenziale che non si vede con gli occhi e di salvarci tutti da una vita piatta e priva di significato. Consigliato a grandi e piccoli.



CONSIGLIATO A CHI: Non si arrende

I TEMI TRATTATI: la solitudine, la mancanza di valori e di affetto, l'importanza dell'amore.

IL MESSAGGIO NASCOSTO: non lasciamoci divorare dai mostri di ogni giorno

VALUTAZIONE FINALE ⭐⭐⭐ ⭐ e 1/2

lunedì 21 settembre 2020

CURIOSITA' LETTERARIE: TANTI AUGURI ALL'AUTORE MISTERIOSO

Cari lettori, oggi è il compleanno di un famoso autore, uno tra i miei preferiti a dire il vero, che spegne la bellezza di 73 candeline, e sono pronta a scommettere che sta picchiando i tasti del suo portatile con una mano mentre con l'altra addenta la torta con tutte le candeline.

Il suo primo racconto risale alla prima elementare, anno in cui dovette ritirarsi da scuola per problemi di salute. Parlava di quattro animali magici che andavano in giro in auto ad aiutare i bambini. Il loro capo era un coniglio di nome Signor Orecchie Magiche. Ha pubblicato un giornalino scolastico insieme a suo fratello ciclostilandone le copie nella cantina di casa. Ha sposato una compagna d'università con un nome assurdo e ha vissuto in una roulotte fino a quando ha venduto il suo primo romanzo, nel 1974. A quel tempo aveva 27 anni, un paio di figli, una pila di conti da pagare alta due chilometri e una dipendenza da alcol e sostanze stupefacenti.

Oggi, è un genio riconosciuto, con un centinaio di opere indimenticabili all'attivo, una passione per i gruppetti di ragazzini sfigati e per gli scrittori maledetti e una fantasia che non accenna a calmarsi.

Di chi stiamo parlando?

Se lo indovinate, commentate il post sul mio profilo FB. In palio una copia ebook di uno dei miei romanzi a vostra scelta.




domenica 20 settembre 2020

LE SEGNALAZIONI DELL'ANDRE: Mare nero, di Gaby Crumb


SCHEDA

Titolo: Mare nero Autore: Gaby Crumb Editore Self Published Genere: Contemporaneo m/m Data pubblicazione: 19 settembre 2020 Formato: Ebook 2,99€

QUARTA:

Fino a sei anni prima la vita di Teo era semplice: gli amici, la spiaggia, una cotta per Jacopo e un mare nero di paura che gli attanagliava il cuore all'idea che qualcuno scoprisse ciò che nascondeva.
Poi il lavoro in un resort e, sopratutto, la presenza di Nicolò rimescolano le carte in tavola.
Mantenere dei segreti però non è facile e quando il destino, con i suoi sgambetti inaspettati ti obbliga a svelarli, la vita che Teo conosceva viene stravolta.
Tutto cambia tranne, forse, l'amore vero.

martedì 15 settembre 2020

LE INTERVISTE DELL'ANDRE: Rhoma G.

Cari lettori oggi siamo a tu per tu con Rhoma G, il cui ultimo romanzo abbiamo recensito qui 


Buongiorno Rhoma, e benvenuta. La prima domanda è quella di rito: parlaci di te al di fuori della scrittura.


Sono una ex impiegata da sempre innamorata dalla lettura e dalla scrittura, ho un marito e un cane di nome Ercole che adoro (il cane non il marito…). Sono una fanatica della pizza e dei film in bianco e nero, mi piace praticare sport (purtroppo con pochi risultati secondo la mia bilancia) e nuotare, ascolto musica di ogni genere e bevo litri di caffè nero. Sono ottimista per necessità e fin troppo sensibile, come prima impressione sembro scontrosa, in realtà sono solo timida. Ma non ditelo in giro!


Come ti sei avvicinata al romance con evidenti incursioni nell’erotico? Quali sono i tuoi autori di riferimento in questo campo?


Sono una romanticona e le storie d’amore sono il sale della vita per persone come me. Il mio primo racconto l’ho scritto all’età di tredici anni. Amo creare personaggi scomodi ed eroine affatto eroiche, che quasi sempre finiscono per cambiare se stesse dopo un percorso di crescita interiore. Il bello di scrivere libri è che alla fine sei tu che decidi come deve andare, nella vita purtroppo non è sempre così. L’erotismo, secondo il mio modo di vedere, sta alla base dell’amore, insieme alla sensualità e alla passione. Mi piace che ci sia tutto questo nei miei libri, benché seguendo determinati canoni. Riguardo agli autori di riferimento, sono rimasta folgorata da Charlotte Bronte diversi anni fa poi, strada facendo, mi sono imbattuta in Paullina Simons, Lisa Kleypass, Amy Harmon e Susan Elisabeth Phillips, veri e propri mostri sacri che mi ricordano a ogni nuovo libro letto quanto ho ancora da imparare.


Pensi che una donna che scrive romanzi erotici sia ancora oggetto di ostracismo o critiche, nel XXI secolo? A te è mai successo?


Ovvio che sì. Romanzi rosa uguale superficialità e poca cultura, figuriamoci quando si azzarda con le scene di sesso. Vige ancora il diktat secondo cui se scrivi rosa sei ignorante e privo di cultura, come se non fosse pur sempre un libro, per cui bisogna comunque conoscere la lingua e fare mille ricerche, e stressarsi da matti. Ma tant’è…

Mi è capitato di ricevere critiche da qualche uomo, collega, che a suo dire non meritavo la posizione in classifica, a suo scapito ovviamente, e lo ha declamato dal suo blog. Non ha fatto una gran bella figura! 


Il tuo ultimo lavoro, Ogni maledetto martedì, è diverso dai precedenti – o per lo meno dai precedenti che abbiamo letto. Dove trovi l’ispirazione per trame così diverse?


In realtà è in linea con i miei numerosi rosa “classici” per così dire. Mi piace spaziare e dare libero sfogo alla mia fantasia, così ho all’attivo anche un paio di dark. L’ispirazione è più che il risultato degli spunti che via via colleziono e scarabocchi e all’occorrenza tiro fuori e elaboro.


Durante la stesura di un romanzo, qual è l’aspetto che reputi più complesso?


Senza dubbio la caratterizzazione dei personaggi. Devi dar loro un’anima oltre che un carattere.


Veniamo ai personaggi. Quale dei tuoi personaggi (in generale, non necessariamente dell’ultimo romanzo) hai amato di più caratterizzare? E ce n’è uno che invece ti somiglia in modo particolare? Se sì, vuoi svelarci in cosa?


Ogni storia è un’avventura, ho amato dar vita a tutti i miei “bambini”, ma forse quello che mi ha dato più soddisfazione è Angela, della serie Bittersweet, un personaggio secondario ma con un bagaglio personale enorme, che non ha nulla da invidiare a Grace, la protagonista.

Il personaggio che mi somiglia di più è Sharon, cui ho dedicato il libro “Come vento d’inverno”. Per scoprire il motivo, però, vi invito a leggere il libro.


Sempre parlando di personaggi, ne hai creati almeno due davvero duri e spigolosi, mi riferisco naturalmente al Santo e a Misha. La descrizione della società criminale russa è piuttosto precisa, specialmente in Fino all’ultimo respiro. Come ti sei documentata? 


Tempo fa ho visto un film dal titolo “Educazione siberiana” di Gabriele Salvatores e pur nella crudezza del tema trattato me ne sono perdutamente innamorata. Ho voluto saperne di più, così ho scoperto Nicolai Lilin, e i suoi libri, duri, realistici, appassionati.

(siamo perfettamente daccordo, ndr. Lilin è un personaggio controverso ma indubbiamente affascinante)


Parliamo di promozione. Come promuovi un tuo libro? Quanto tempo dedichi a questo aspetto?


Purtroppo è la parte che meno preferisco, non sono una buona consigliera in questo senso. Mi affido ai blog per le presentazioni e ai miei profili social per le promozioni. Tutto molto semplice, ma si ottengono comunque buoni risultati. Il tempo non basta mai, ne dedico di più alla promozione parte subito prima della pubblicazione, poi via via quel che riesco a racimolare. 


Tu hai pubblicato alcuni romanzi in self e altri con casa editrice. Chi meglio di te può spiegarci pregi e difetti di entrambe le modalità…


La pubblicazione in self ci ha reso liberi da condizionamenti e restrizioni, ma tornando alla questione promozione, se non si è bravi a presentare il proprio “gioiello” al grande pubblico, la casa editrice resta – purtroppo o per fortuna – l’unica soluzione, a patto, ovviamente che questa si occupi anche della pubblicità, specie se si è alla prima uscita. Devo tutto al self, ma sarei bugiarda se non dessi comunque merito alle case editrici che mi hanno consentito di andare in libreria.


Quale è la tua “procedura” per l’editing? In altre parole, ti va di raccontarci cosa succede tra quando scrivi la parola fine a quando effettivamente possiamo trovare i tuoi lavori su Amazon?


Di solito alla parola “Fine” segue un pianto liberatorio, sempre. Lo stress accumulato culmina con lacrime di gioia miste a preoccupazione per come andrà. Riguardo all’editing, io mi affido a professionisti del mestiere e a un paio di fidate Beta per la rilettura. Sono una super pignola, ma come dico in fase di editing, spesso i refusi indossano “il mantello dell’invisibilità”. Harry Potter insegna. 

Se pubblico in self (ma anche con le case editrici) cerco di essere parte attiva nella scelta della cover e della impaginazione, il titolo e la sinossi, invece, sono al pari di torture medievale. Mi fanno struggere, ma solo perché sono un’eterna insicura. L’editing è il fulcro conclusivo di un’opera e bisognerebbe dedicarvi lo stesso tempo che si dedica alla scrittura, purtroppo per molteplici ragioni non sempre è possibile.


L’ultima domanda, come la prima, è di rito. Svelaci quello che puoi sui tuoi progetti futuri.


Sono alle prese con qualche self e qualche titolo per le case editrici con cui collaboro, purtroppo al momento non posso dire di più, ma avrete notizie prima della fine dell’anno!


Grazie mille Rhoma per essere stata con noi.


Grazie a voi per avermi ospitata! Alla prossima.

lunedì 14 settembre 2020

LA VITA DELL'ANDRE: PRIMO GIORNO DI SCUOLA.

E così, cari lettori, lettrici, madri, padri, impiegati, fruttivendoli, babysitter, imprenditrici, operai e aviatori (ecc ecc ecc...) ci siamo. Today is the day. Il primo giorno del nuovo anno scolastico è arrivato.

Io ormai ho perso il conto delle riunioni fatte, delle perplessità chiarite, delle ansie rintuzzate, delle

maledizioni lanciate (dai ragazzi, ovviamente, che nonostante il lockdown, quando il giorno giunge le vacanze non sono mai state abbastanza lunghe) e delle rassicurazioni offerte.

Di fatto, nonostante abbia parlato con insegnanti che mi hanno accolta al grido di "non siamo per niente pronti",  si parte.

Che dire.

Io un po' di paura ce l'ho. 

Non è per fare l'allarmista, per carità, sono perfettamente cosciente del fatto che la scuola sia un dovere primario per lo stato così come un diritto assolutamente imprescindibile per tutta una serie di categorie di persone – insegnanti e personale ata che ci lavorano, studenti di ogni ordine e grado, genitori che non hanno modo di tenere i figli a casa. E devo dire che, almeno qui da noi, le intenzioni sono più che buone, i progetti ben pensati, gli operatori coinvolti preparati.

Tuttavia, e passatemi il populismo da quattro soldi, siamo in Italia, e purtroppo non lo dico per fare riferimento alle bellezze artistiche e naturalistiche di cui il nostro Paese può farsi vanto. Lo dico perché questo è il paese del fatta la legge trovato l'inganno, o come avrebbe detto mio nonno, passata la festa gabbato lo santo. Giuridicamente parlando siamo all'avanguardia assoluta: le nostre leggi (e la nostra Costituzione, non fatemi aprire il capitolo della Costituzione per favore!) sono le migliori e le più complete rispetto a quelle dei nostri vicini europei più blasonati, e tuttavia una cosa ci manca sempre, in ogni santissima circostanza.

Il controllo.

Fare una legge e lasciare la sua applicazione 'al buon senso della gente' forse può funzionare in Svizzera, o in Norvegia. Qui da noi, no. È provato. Le istituzioni stesse derogano: c'è una polemica nella mia città perché il sindaco leghista uscente e parte della giunta si sono fatti fotografare in campagna elettorale tutti abbracciati come amiconi,  contenti e felici senza uno straccio di mascherina. Davanti a un esempio del genere, come faccio a pretendere dai bambini in cortile che la indossino e rispettino le distanze?

Bene a rischio di sembrare più fascista di quella che sono (e non lo sono per niente, sia chiaro!), dirò che ci vogliono più controlli. Nei luoghi pubblici, nei locali, nei bar, ovunque. Ci vuole gente che vada in giro e prenda provvedimenti veri, seri, con coloro i quali non rispettano la legge.

Perché di questo si tratta: rispettare la legge. E questo è obbligatorio, non sta al buon cuore di ognuno. Ridiciamolo: rispettare la legge è obbligatorio per tutti.

Per questo auspico che le scuole, almeno, facciano un buon lavoro nel tenere sott'occhio i ragazzi – ove possibile naturalmente, è chiaro che un bambino della materna è diverso da mio figlio di terza media e da un ragazzo di quarta superiore – non solo per minimizzare le possibilità di contagio che sono sempre in agguato, ricordiamocelo. Ma anche (e forse soprattutto) per instillare nella nuova generazione un po' di quel senso civico e buon senso che purtroppo abbiamo ampiamente dimostrato mancare a quelle precedenti.







venerdì 11 settembre 2020

LE INTERVISTE DELL'ANDRE: Lucrezia Emme

Buongiorno e benvenuti ad un'altra intervista, oggi conosciamo Lucrezia Emme, autrice di una 'storiaccia' davvero graffiante, che abbiamo recensito qui.




Buongiorno Lucrezia e benvenuta. La prima domanda è di rito: parlaci di te al difuori della scrittura.                                                                                                                                                       Ho una bambina di 9 anni e nella vita mi occupo di web come freelance. In particolare realizzazione di siti internet e webmarketing

Il tuo romanzo Amore a vita è molto particolare. Te la senti di dirci perché hai deciso di scriverlo?

Scrivere Amore a Vita è stata un’esigenza, avevo bisogno di portare questa storia fuori, di farla

uscire dalla segretezza.


Sappiamo che Lucrezia Emme è uno pesudonimo, così come immagino che tu abbia cambiato i nomi dei protagonisti. Hai avuto problemi di qualche genere riguardo all’argomento trattato?

Mentre mi sono trovata a scrivere i passi più crudi come ad esempio le scene di Claudio e la droga,

ho avuto paura che il lettore non comprendesse a fondo la tragicità di quanto raccontavo. Avevo il

timore di essere troppo esplicita e di trattare un tema in modo poco “romanzato” e quindi poco

condivisibile dal lettore.


Durante la stesura di un romanzo, quale è l’aspetto che reputi più complesso?

Secondo me la parte più difficile da scrivere di un romanzo e quella che precede il finale. E’

importante non far cadere l’attenzione del lettore, non scadere e soprattutto non avere né troppa

fretta di portarlo all’ultima pagina, né di “tirarla troppo per le lunghe”


Veniamo ai personaggi. Claudio è talmente ben definito che, leggendo, mi pareva quasi di avercelo

seduto accanto sul divano. Buca letteralmente le pagine. C’è una parte di fantasia nella sua

caratterizzazione, o ti sei completamente ispirata a una persona vera? Te la senti di raccontarci qualcosa di più su Claudio?

Di Claudio ho già scritto tutto, nonposso quasi dire che Claudio sia un personaggio perché non c’è

niente di costruito o di omesso, è l’uomo che ho conosciuto, nella fisicità, nelle storie e nelle parole

che spesso sono riportate esatte.


Parliamo di promozione. Come promuovi un tuo libro? Quanto tempo dedichi a questo aspetto?

Nonostante mi occupi di webmarketing, ho grosse lacune in fatto di promozione del mio libro.

Inizialmente usavo i social e gli strumenti promozionali classici, che però ho abbandonato per

mancanza di tempo. Ora le vendite del mio libro sono affidate esclusivamente alle campagne

promozionali su Amazon.


Il romanzo è autopubblicato Quali sono i motivi della scelta del Self publishing rispetto ad affidarti

a una c.e.?

L’autopubblicazione è una scelta dettata dalla mia “impazienza” i tempi dell’editoria, posto che si

riesca a trovare un editore, sono troppo lunghi! Ho fatto qualche tentativo, sopratutto tra le Big, con

l’aiuto di un’agenzia letteraria, dopo 1 anno e tre rifiuti, ho deciso per l’autopubblicazione.


Quale è la tua “procedura” per l’editing? In altre parole, ti va di raccontarci cosa succede tra quando

scrivi la parola fine a quando effettivamente possiamo trovare i tuoi lavori su Amazon?

Amore a Vita è stato fatto editare dall’agenzia letteraria a cui mi ero affidata, una volta pubblicato

su Amazon mi sono accorta che il file conteneva dei refusi perché per un bug nel file si erano

“attaccate” delle parole e ho ricontrollato tutto autonomamente, più volte.


L’ultima domanda, come la prima, è di rito. Svelaci quello che puoi sui tuoi progetti futuri.

Sono da troppo tempo a metà stesura di un romanzo, non so se ho il blocco dello scrittore o la

tematica scelta è davvero troppo ardua. Anche stavolta si parla di droga, ma la protagonista è una

donna. A far da sfondo uno psicoterapeuta cocainomane e una madre alle prese con una depressione

post parto… insomma, anche questa sarà una storiaccia!


Grazie mille Lucrezia per essere stata con noi.

Grazie a voi di vero cuore!

mercoledì 9 settembre 2020

LE INTERVISTE DELL'ANDRE: Simona Bianchera

Cari lettori, oggi conosciamo meglio Simona Bianchera, autrice di Tu sei musica che abbiamo recensito qui.



Buongiorno Simona, e benvenuta. La prima domanda è quella di rito: parlaci di te al di fuori della

scrittura.

Svolgo un lavoro, che amo e mi soddisfa, nell’ambito fiscale. Sono a contatto con il pubblico e per il mio

carattere è perfetto. Mi sento utile perché posso aiutare le persone che nella burocrazia si sentono perse e

nello stesso tempo si crea uno scambio di energie. Ormai vivo l’ ufficio come una seconda casa, con i miei

clienti ci conosciamo da anni e non mancano mai le risate. Sono fortunata anche di avere dei superiori e dei colleghi fantastici. È un lavoro basato su leggi, dove la concentrazione è fondamentale, ma al di fuori dellasfera lavorativa è come se camminassi a qualche centimetro da terra, sempre con la testa immersa nei miei sogni, nelle mie fantasie. Spesso mi immagino dei veri e propri “film” sentendone le emozioni come se le assaporassi in prima persona, dandogli poi vita attraverso la pittura e la scrittura. Attraverso queste forme d’arte esprimo la mia personalità.


Come è nata la passione per l’arte in generale e per la musica in particolare?

Ho sempre amato scrivere, fin da bambina. Poesie, favole, racconti e quando cantavo anche canzoni (il

nome del gruppo era Pensieri Divergenti, come quello del romanzo). Dato che amo anche dipingere e

fotografare ho creato dei quadri e delle foto unendo i miei scritti, in maniera da far percepire le emozioni

che provavo attraverso più sensi. Amo l’arte in tutte le sue forme. Capita in alcuni periodi che siamo più

legati, ricettivi con alcune persone: amici, amiche, fratelli, sorelle, colleghi, secondo me è perché si entra in sintonia con l’energia dell’altra persona, vibrano sullo stesso piano ed è emozionante. A me capita di

provare queste sensazioni anche attraverso l’arte: quando leggo un libro, guardando un quadro, ascoltando

una canzone, entro in contatto con qualcosa creato dall’artista. Perché dentro ogni creazione arriva la sua

energia. Ogni creazione contiene un pezzo della sua anima.


Durante la stesura di un romanzo, quale è l’aspetto che reputi più complesso?

Per me sicuramente la parte seconda, ovvero la rilettura. Avendo poco tempo a disposizione cerco

un’oretta al giorno, sempre di sera, per concentrarmi alla sistemazione dell’opera. Mentre scrivo le idee mi

arrivano di continuo e, per esempio, Tu sei Musica, si creava da sola, come fosse magia. Scrivevo quando

potevo: di sera, finiti i lavori di casa. Quando tornavo in treno dal lavoro. Di notte, quando mi svegliavo e

un’idea veniva subito alla mente. Mentre viaggiavo in motorino, mi fermavo a bordo strada e mi registravo sul cellulare. È stato come vivere in una realtà parallela, sentivo le emozioni dei protagonisti: mi elettrizzavo quando accadeva qualcosa di bello e provavo la sofferenza per qualche fatto triste. Come dice Vasco Rossi nella canzone Una canzone per te “Le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole…” così ho vissuto la creazione di Tu sei Musica. Poi, una volta terminato, la mia insicurezza me l’ha fatto mettere da parte. Ogni tanto lo riprendevo per rileggerlo e mi emozionavo, ma rimaneva nel fatidico cassetto. Dopo cinque anni di ripensamenti una mattina mi sono svegliata piena di coraggio e l’ho spedito alla Panesi Edizioni. Con mani tremanti ho inviato la mia proposta. Quando ho ricevuto la risposta di Annalisa, da me ribattezzata “Realizzatrice di sogni” ho pianto dall’emozione.


Veniamo ai personaggi. Quale dei tuoi personaggi hai amato di più caratterizzare? E ce n’è uno che

invece ti somiglia in modo particolare? Se sì, vuoi svelarci in cosa? In altre parole vogliamo sapere… sei tu Alaska? E chi è il tuo Daniel?

Alaska, la protagonista, la amo tantissimo, la sento come una figlia. È la mia creazione, una parte di me vive in lei. Chi mi conosce personalmente mi identifica in lei, anche perché è più facile scrivere di quel che si

conosce, quindi è vero che qualche spunto l’ho preso da me, ma in verità l’ho vista e descritta

inventandomela, come se fosse una persona che amo e che mi è molto vicina, io mi sono descritta e ho

vissuto in prima persona Simona, la madre un po’ pazzerella fotografa e rock, insieme a Fabrizio, mio

marito, padre di Alaska. Alcuni personaggi e la loro storia sono completamente inventati, per esempio

Carlo, Daniel, Xavier, e altri. Ad alcuni ho solo dato il nome e qualche descrizione fisica delle persone che

amo e che fanno parte della mia vita, come le amiche della protagonista, però continuando ad essere solo

dei personaggi inventati che vivevano le loro vicende senza attingere alla vita reale. Era solo un mio modo

per dire ‘Vi amo e farete parte di questo mio grande sogno ’, era un inno alla loro presenza nella mia vita,

ma sono personaggi con vicissitudini completamente inventati, apposta per la storia del romanzo. Altri

personaggi ancora sono persone reali che hanno trovato il proprio spazio nel romanzo, come per esempio

Pasquale Benedetti, il driver, guida turistica di Polignano a Mare. Io e mio marito l’abbiamo conosciuto

quando eravamo in vacanza e la sua simpatia e professionalità per farci scoprire Polignano e dintorni sono

state talmente grandi da rimanermi nella mente e mentre scrivevo il romanzo è stato facile inserirlo. Mia

sorella Sonia, che veramente è una pittrice e ha scritto libri sulle creature magiche. Vittorio e Rosalba

Mariano, il parrucchiere e l’estetista che lavorano a Rapallo.


Parlando della trama, come ti è venuta l’idea di un finale così insolito? Ammetto di esserne rimasta

un bel po’ spiazzata!

Amo i finali sorprendenti, sia nei film che nei libri. Senza fare troppo spoiler la mia idea è che il destino non sia ineluttabile, ma solo una traccia, siamo noi, con le nostre scelte a cambiarne la direzione nel bene o nel male. Da ogni situazione possiamo trarre miglioramenti. In questo caso lascio una traccia di ottimismo. Da ogni situazione possiamo trarre miglioramenti. In questo caso lascio una traccia di ottimismo, che va oltre al classico “vissero felici e contenti”. Tutti abbiamo bisogno di nuove opportunità.


Parliamo di promozione. Come promuovi un tuo libro? Quanto tempo dedichi a questo aspetto?

Cerco di far conoscere il romanzo tramite blogger, fb, instagram, partecipo a concorsi. Mi porto il libro nei

viaggi che faccio (amo viaggiare) e scatto foto. Ho anche creato le magliette personalizzate del romanzo.

Cerco di farlo conoscere in tutti i modi che mi vengono in mente dedicandoci molto tempo. È un grande

sogno realizzato e cerco di viverlo al meglio possibile. A breve ci sarà anche una grande notizia, restate

sintonizzati a Tu sei Musica.


Il tuo romanzo sono è pubblicato con casa editrice Quali sono i motivi di questa scelta rispetto al

self publishing?

Tu sei Musica è il mio romanzo d’esordio. Non conosco ancora bene questo mondo e nemmeno il self

publishing, devo ritenermi fortunata perché con la casa editrice Panesi mi sto trovando benissimo, sono

seri, professionali, disponibili.


Quale è la tua “procedura” per l’editing? In altre parole, ti va di raccontarci cosa succede tra quando

scrivi la parola fine a quando effettivamente possiamo trovare i tuoi lavori su Amazon?

Una volta terminato il romanzo lo rileggo (più volte) per migliorare i passaggi, i personaggi. Spesso taglio o aggiungo delle parti. Poi preferisco farlo leggere ad un’altra persona per avere un’opinione esterna.

Quando sono sicura lo mando alla casa editrice e aspetto il responso. Se è positivo si ricomincia l’editing

con loro.


L’ultima domanda, come la prima, è di rito. Svelaci quello che puoi sui tuoi progetti

Ho appena terminato il mio secondo romanzo. Un genere completamente diverso dal primo, ovvero

Avventura e Mistero. Mi sono divertita molto a scriverlo, mi sembrava di essere un Indiana Jones al

femminile e nelle varie ricerche che ho fatto ho appeso parecchie nozioni che mi hanno aperto la mente. È

stata quindi anche una crescita personale.


Grazie mille per essere stata con noi!