mercoledì 19 agosto 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Un pastis al bar Marco, di Morena Fellegara per Fratelli Frilli Editori

Cari lettori, oggi la nostra Miss Moneypenny ha letto per noi un giallo ambientato a Sanremo!


Scheda:








Titolo: Un pastis al bar Marco

Autore: Morena Fellegara

Casa editrice: Fratelli Frilli

Genere: Giallo/Noir

Pagine: 142



Sinossi

La storia si svolge nella primavera del 1981 nel Bar Marco, a Sanremo.

E' domenica pomeriggio ed il bar è frequentato dagli avventori abituali che giocano a carte e a biliardo mentre ascoltano le cronache delle partite che trasmette la radio. Flavio, accanito giocatore di qualsiasi cosa e cliente del bar, nel controllare la schedina esulta per aver realizzato “13” e subito vengono aperte un paio di bottiglie per un brindisi che, in una gran baraonda, coinvolge tutti i presenti.

Il giorno successivo Flavio torna al bar dichiarando di non ricordare nulla della schedina e che, comunque, l’ha persa, lasciando tutti nello sconcerto.

Poco dopo si scopre che il vincitore è stato drogato con un farmaco che compromette la memoria, per essere successivamente raggirato da una sgualdrina che lo ha derubato. Mario, il barista, riflette sull'accaduto, turbato perché comprende che la droga deve essere stata versata nel bicchiere durante il brindisi ed intuisce che tra i suoi clienti c'è un mascalzone. Inizia così la sua personale indagine, attento al comportamento di tutti all'interno del locale e nelle strade del quartiere.

Quando, qualche tempo dopo, viene rinvenuto il cadavere dello spazzino, il maresciallo Farfuglia dichiara trattarsi di suicidio, ma data la sua assoluta incapacità a condurre le indagini, Mario continua ad investigare ancor più accuratamente, arrivando a scoprire che si tratta di omicidio, e con testardaggine ed acutezza giunge alla soluzione e alla scoperta del colpevole.


Recensione

Questo libro non è solo un giallo, ma anche e soprattutto uno spaccato di vita dei tanti personaggi che ruotano intorno agli eventi, con le loro contrarietà, guai, impicci, descritti in modo ammirevole.

Il periodo è storicamente ben contestualizzato ed accompagnato in modo piacevole dalle canzoni dell’epoca, all’inizio di ogni capitolo, infatti, l’autrice inserisce alcuni testi dei grandi cantautori, che si legano con gli avvenimenti raccontati.

Tutta la vicenda si svolge nella primavera 1981 quasi esclusivamente all’interno del Bar Marco di Sanremo, a pochi passi dal Casinò. Il bar è un microcosmo, “un appuntamento felice” dove si ritrovano tutte le anime del quartiere. Gli avventori passano per un caffè o un bicchierino e molti si avvicendano ai tavoli di ramino ed intorno al tavolo da biliardo.

L’atmosfera attorno al tavolo del biliardo è splendidamente descritta, il soffocato rumore delle palle che scivolano sul panno verde, gli atteggiamenti dei giocatori, il silenzio, la concentrazione, l’autocontrollo, le geometrie di gioco, il borotalco sulle mani, i gessetti blu sulla punta delle stecche.

Tutti i residenti del quartiere, i negozianti, gli artigiani delle botteghe di zona, prima o poi entrano al Bar Marco e la storia, i problemi, il destino di ognuno del clienti sono raccontati con perizia. Mario, il proprietario che gestisce il locale insieme alla moglie Lina, è ben descritto nel suo atteggiamento di paziente ascoltatore nei confronti di quella varia umanità che, a seconda dei momenti, appoggiata al suo bancone o accasciata su una sedia per la stanchezza, gli racconta i propri grattacapi, in cerca di sostegno e consigli. Mario è una sorta di riflessivo confessore che non giudica e dispensa un sorriso e due chiacchiere a tutti.


“Ti rilassi, incontri qualche amico. Poi sei pronto per risolvere problemi o non risolverli. Li guardi e li lasci così. Ti vanno bene anche quelli”


Valutazione finale: ⭐⭐⭐ e 1/2




Alla prossima recensione, 

Miss Moneypenny








Ringraziamo la casa editrice per l'invio della copia da recensire.

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