martedì 4 agosto 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: La serie tv Poldark

Cari lettori,
oggi vorrei occuparmi di una serie TV non nuovissima che sto guardando in questa strana estate per la prima volta. Si tratta di una serie storica ambientata in Cornovaglia alla fine del XVIII secolo nell'ambiente della piccola nobiltà mineraria della zona. 

Sì, mi riferisco alla saga dei Poldark

Per prima cosa: l'ambientazione. Stupenda. Per me, che sono un'amante della Scozia, Team Highalands, tutta kilt e Ben Nevis, la Cornovaglia è stata una scoperta incredibile: paesaggi indimenticabili, splendide scogliere, spiagge bianche... insomma... davvero, una meraviglia.

Per quanto riguarda la trama, diciamo subito che da come ne avevo sentito parlare, pensavo di vedere una sorta di Outlander con ambientazione diversa, ma non avrei potuto sbagliarmi più di così. Le due storie non potrebbero essere più diverse, a partire dai personaggi principali.

Ross Poldark
, il capitano, si presenta all'inzio come un uomo tutto di un pezzo, giusto, risoluto e deciso a fare la cosa giusta. Torna in patria dalla guerra in un momento particolarmente infausto per lui: la sua fidanzata Elisabeth sta per sposare suo cugino, suo padre è morto e la miniera di famiglia è abbandonata. Il nostro eroe si rimbocca le maniche per aiutare non solo se stesso ma anche tutti i minatori che dipendono da lui. Generoso e idealista, Ross ricostruisce la sua vita e prende moglie, Demelza, che arrivata in casa sua come sguattera dimostrerà di esser tutt'altro che una sprovveduta. A questo punto il grosso della storia comincia a girare attorno alla relazione tra i due, perché quasi tutto quello che succede a Ross è orchestrato dal suo nemico giurato George Warleggan, il quale ha sposato Elisabeth dopo che lei è rimasta vedova e non perde occasione per colpire Ross in qualunque modo. È evidente dunque che lo 'stato della relazione' tra Ross Demelza riveste un carattere di primaria importanza, dal momento che Ross ahimè sembra non aver mai dimenticato Elisabeth. E non ne fa mistero.

Ecco, nella seconda stagione ho inziato a pensare noooo, questo Jamie Fraser non lo farebbe maaaaai... 
Io che speravo di essermi imbattuta in una storia di lealtà e devozione, ho dovuto fare i conti non solo con un personaggio talmente realistico da farti venire voglia di spaccargli la faccia a cazzotti, ma anche coi miei personali demoni
Eh, no, lo devo ammettere: non me la cavo affatto bene con le storie di tradimenti. 

Ross ama Demelza ma ha una fascinazione per Elisabeth di cui non riesce a liberarsi e che lo porta, una e una sola volta – ma tanto basta – nel suo letto, prima che lei sposi George. Demelza lo sa, e non lo accetta.



Giuro che vorrei conoscere una donna in carne e ossa così decisa e determinata! La sofferenza nel cuore e la fierezza negli occhi, sa che sta camminando in bilico sul ciglio del precipizio e tuttavia non china la testa. Sa quanto vale e sa che non sarà la seconda scelta per il suo uomo. Tutto, o niente
Dio, il coraggio che ci vuole!

Ross abbozza, si scusa, piange, giura e spergiura che è stato un errore che non si ripeterà e dichiara il suo amore incondizionato alla moglie, che alla fine desiste dal suo proposito di lasciarlo e rimane con lui. 

Ma non abbiamo forse detto che il Capitano Poldark è un personaggio eccezionalmente realistico?

E dunque è superfluo dire che gli errori che compie sono sempre gli stessi, reiterati, nonostante i giuramenti, le preghiere e le suppliche. Da uomo del suo tempo, convinto di poter agire come meglio ritiene opportuno, non si rende conto delle eccezionali qualità di chi gli sta nonostante tutto al fianco e finisce per allontanarsi nuovamente da lei.

E si sa, quello che dimentichi per strada, prima o poi diventa di qualcun altro.
E finisce che al nostro Ross tocca assaggiare un po' della sua stessa medicina.

Trascurata e insicura dell'amore del marito, infatti, Demelza si lascia affascinare da un giovane poeta che l'ama e glie lo dimostra, arrivando persino, complice un ennesimo ritorno di fiamma di Ross per Elisabeth, a concedersi a lui, una sola volta. Ma tanto basta.

A questo punto siamo milioni di miglia lontani da Claire e Jamie. 
Ho pensato di smettere di guardarlo, non tanto perché non mi piaccia –  infatti non è così, mi piace molto – quanto perché questa coppia che si ama, alla fine, ma che arranca, si perde e si ritrova, si odia e si ama di nuovo, si allontana e si riabbraccia, mi spezza davvero il cuore.

Se voglio una storia così, non ho bisogno di guardarla in tv: basta girare lo sguardo attorno ne trovi a ogni angolo di uomini che si dilettano, di donne che si adattano, di relazioni che finiscono per una parola non detta – o detta al momento sbagliato. Che diavolo, se mi voglio rilassare con una serie, non voglio vederci dentro la vita vera, ma il sogno. Ed è per questo che preferirò sempre Outlander a Poldark. 




Tuttavia, il realismo è uno dei migliori pregi di questa produzione e di questa trama. 
È struggente, e davvero spezza il cuore, ma il rapporto tra Demelza e Ross è talmente vivido, così potente, radicato, da superare tutto (o almeno spero, visto che sto guardando la quarta stagione e sono sei in tutto). Ci sono volute ben tre stagioni e mezzo, ma finalmente i due si parlano, con onestà, si dicono cose anche pesanti, difficili da accettare, ma con un sottofondo di tenerezza e rispetto che non manca mai. Credo sia questo che mi ha affascinato, alla fine. Anche se probabilmente è un bel po' anacronistico, finalmente la relazione è in equilibrio, i due sono alla pari, e non perché entrambi hanno tradito, ma perché tutti e due  – apparentemente – ci hanno fatto i conti e hanno capito che ciò che hanno vale di più. Hanno scelto. E hanno scelto entrambi di restare, consapevolmente.

Questo sì, è veramente incredibile! 

Naturalmente, la saga non si riduce a questo.
Lo spaccato della vita della campagna mineraria è eccellente, storicamente molto accurata, i personaggi sono, per la maggior parte, ben delineati. George Warleggan è un cattivo senza redenzione, uno sfigato roso dall'invidia che vive solo per distruggere, anziché per costruire qualcosa di buono. Elisabeth è una donna della nobiltà del suo tempo: due volte ha rinunciato a quello che il suo cuore desiderava in favore di un matrimonio più socialmente adatto. E per questo, mi spiace, si merita tutte le palate di merda che dovessero mai pioverle addosso. Ci sono altre coppie la cui storia è importante per la trama, ma che sono ancora all'inizio del loro cammino: il dottor Enys e Caroline e Drake e Morwenna. 

Nel frattempo in Cornovaglia ci sono appena state le elezioni: Ross Poldark è stato eletto in parlamento e deve partire per Londra, lasciando una moglie appena ritrovata e il suo nemico George sconfitto, frustrato e senza più la necessità di abbandonare la Cornovaglia. Non voglio nemmeno pensare a cosa si inventerà! 

Nel complesso, menate mentali mie a parte, è davvero una serie ben fatta. Purtroppo non posso fare un raffronto coi libri perché non li ho letti, ma non ravviso buchi narrativi o cose poco chiare nella narrazione, il che mi fa supporre che probabilmente la trasposizione sia ben fatta.

Perciò non fatevi fuorviare dai miei piagnistei sulla fedeltà coniugale e guardatela: non ve ne pentirete!

Ecco un piccolo incentivo:




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