lunedì 17 agosto 2020

LE INTERVISTE DELL'ANDRE: Annarita Petrino

 

Cari lettori, oggi il blog ospita Annarita Petrino, una bravissima autrice di fantascienza. 

Abbiamo avuto il piacere di recensire il suo lavoro qui

Qui il link d'acquisto.


Buongiorno Annarita, e benvenuta. La prima domanda 

è quella di rito: parlaci di te al di fuori della

scrittura.


Salve e grazie per l’ospitalità. Sono sposata con

Massimo da 11 anni e ho due figli: Antonio ed

Ekaterina. Sono insegnante di Scuola Primaria, dove insegno italiano, inglese, storia, geografia ed arte. Sono originaria di Giulianova ma vivo a Montorio al Vomano (Te). Sono abruzzese da parte di madre e lucana da parte di mio padre che è di Matera.


Il tuo romanzo Quando borg posò lo sguardo su Eve è molto particolare. Vuoi raccontarci qualcosa di ciò che ti ha ispirato?


È un romanzo distopico ambientato in un futuro post apocalittico dove gli esseri umani si sono quasi estinti e la superficie della Terra è per la

maggior parte inabitabile, ma detto così non sembra avere nulla di straordinario. Ciò che lo rende particolare e la presenza dei Borg che,

senza avere nulla a che fare con gli omonimi di Star Trek, sono esseri umani potenziati che vivono la dualità della natura umana e di quella

cibernetica. È un romanzo scritto una decina di anni fa, che ha maturato molto nel famoso cassetto e con il quale intendevo proporre un’analisi del

“doppio”. Un po’ come faceva Asimov, che attraverso il confronto con l’essere robotico (meglio ancora se umanoide e quindi difficilmente

distinguibile dall’essere umano), così io ho raccontato delle profonde

contraddizioni dell’animo umano attraverso l’incontro e lo scontro di due

razze simili e diverse al tempo stesso. 


Sappiamo già che ti sei avvicinata al genere fantascientifico grazie all’indiscusso maestro Isaac

Asimov. Quali sono gli altri tuoi autori di riferimento in questo campo?


Dopo Asimov è venuto William Gibson che molto si addiceva alle

inquietudini adolescenziali, ai panorami cupi, a una discesa profonda e

disperata nella vera natura di noi stessi. Poi ho letto Philip Dick, China

Mieville, George Martin.


Sappiamo che fantascienza è stata considerata a lungo un genere principalmente maschile, sia come

pubblico che come autori. Hai incontrato difficoltà legate al genere nella promozione/vendita del

tuo romanzo?


Difficoltà legate al genere no. Nessuno mi ha mai fatto pesare il fatto che

fossi una donna. La passione per la fantascienza fa storcere il naso a chi ti

sta intorno perché si più è incomprensibile.


Durante la stesura di un romanzo, quale è l’aspetto che reputi più complesso?


Sicuramente la coerenza della trama, soprattutto se si tratta di un romanzo

di una certa lunghezza. Può capitare che durante la rilettura ci si accorga

di incongruenze alle quali bisogna mettere mano prima di andare in

stampa.

(Siamo perfettamente daccordo, ndr)


Veniamo ai personaggi. Lilandra è un personaggio estremamente sfaccettato e soprattutto che

cambia visibilmente pagina dopo pagina. Parlaci della sua genesi, di come l’hai concepita.


Lilandra ha avuto una lunga genesi pari a quella del romanzo e si è

plasmata esattamente come ho fatto io nel corso del tempo. Ha fortemente

risentito della mia maturazione come donna ed è diventata il personaggio

che è ora attraverso un lungo processo di definizione. All’inizio era più

simile a un robot, spietata, senza senza troppi sentimenti, poi è arrivata la

parte tenera e inquieta del cuore umano di donna che l’ha resa una

creatura alle prese con l’esperienza dell’amore e dell’empatia.


A parte Lilandra, quale dei tuoi personaggi hai amato di più caratterizzare? E ce n’è uno che ti

somiglia o per il quale hai attinto al tuo carattere/esperienza? Se sì, vuoi svelarci in cosa?


È una domanda molto bella, rispondendo alla quale però farei spoiler.

Allora dico solo questo: un personaggio a cui sono molto legata è Aurosa

Nassir, la madre di Lilandra, poiché è un personaggio che ha anticipato

un’esperienza che poi si sarebbe realizzata nella mia vita.


Parliamo di promozione. Come promuovi un tuo libro? Quanto tempo dedichi a questo aspetto?


Dedico sempre un po’ di tempo al giorno. Prendo contatti attraverso i

social con i blogger, con le riviste, con le radio, con i lettori. Organizzo

dirette, presentazioni, faccio post promozionali. Inoltre ho un blog in cui

scrivo articoli di fantascienza: 

https://petrinoscifi.wordpress.com

Qui ho anche messo a disposizione il primo capitolo del mio libro.

Ho una pagina su Facebook, il profilo Instagram e adesso sto lanciando un

gruppo “Be Borg”.


Il romanzo è pubblicato da Tabula Fati. Quali sono i motivi della scelta di una c.e. rispetto al self

publishing?


Non sono affatto una sostenitrice del self-publishing. Una casa editrice

seria è una garanzia di qualità. L’autore deve confrontarsi con qualcuno

che lo aiuti a entrare meglio nel suo libro e anche a guardarlo con occhi

diversi, mentre il self questo non lo permette.


Quale è la tua “procedura” per l’editing? In altre parole, ti va di raccontarci cosa succede tra quando

scrivi la parola fine a quando effettivamente possiamo trovare i tuoi lavori su Amazon?


L’editing è stato fatto insieme alla mia editor con la quale ho avuto il

piacere di confrontarmi su diversi aspetti del romanzo. Un editing

autoreferenziale sarebbe deleterio per un buon romanzo.


L’ultima domanda, come la prima, è di rito. Svelaci quello che puoi sui tuoi progetti futuri.


Questa domanda arriva in un momento critico! Ho tre progetti sottomano,

ma non so ancora decidermi a quale dedicarmi. Scrivere il seguito di

“Quando Borg posò lo sguardo su Eve”, terminare un romanzo già iniziato,

ma che sarebbe altamente tecnologico, riscrivere un romanzo già scritto.


Grazie mille Annarita per essere stata con noi.


Grazie a te per la disponibilità!

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