martedì 1 settembre 2020

LA VITA DELL'ANDRE: Hillary e il lato B di Chanel

 Oggi vorrei uscire un po' dal seminato e occuparmi di una notizia che ha tenuto banco durante le mie vacanze – motivo per il quale ancora non avevo detto la mia in argomento.

Vi mancava un'altra opinione?

Be', dai... ne hanno parlato un po' tutti...

Mi riferisco alla famigerata fotografia del lato B di Chanel Totti, comparso a quanto pare senza materna autorizzazione sulla copertina di un noto periodico di gossip. 

Ora, vorrei essere molto chiara perché non desidero in alcun modo essere fraintesa.

Sbattere il culo di una tredicenne in copertina è una roba che fa schifo, senza se e senza ma. 

Hillary, che ha fatto le sue rimostranze ben in evidenza, era nel suo pieno diritto di madre e di donna di denunciare la mercificazione del corpo femminile, resa ancor più grave dalla giovanissima età della fotografata in questione.

Tuttavia... tuttavia a mio parere c'è un tuttavia.

Il costume indossato da Chanel (13 anni) che non riposto ma che immagino in molti abbiano visto, era veramente minimalista. Uno straccetto di stoffa minuscolo, che non lasciava niente – e dico niente – all'immaginazione. Cioè, per essere chiari: un filo interdentale in mezzo alle chiappe che si allarga solo una volta arrivato sui lombi. Chanel è stata paparazzata di spalle, accanto al papà, con tutte le sue rotondità bene in vista.

E questo come dicevamo non va bene.

Però io mi dico anche, m santa mamma di Chanel, ma quel costumino qualcuno glie lo avrà pur comperato, no? La ragazza ha – forse l'ho già detto – 13 anni e immagino che come tutte le ragazzine appena appena teenager abbia bisogno, che so, del permesso di mamma e papà prima di mettersi addosso vestiti che lasciano scoperto più di quel che coprono. O che comunque li indossi col benestare genitoriale, come minimo. Del resto, era in spiaggia con la famiglia, non è che lo abbia fatto di nascosto. 

Ora, fermo restando che sono e resto convinta che ognuno fa quel che gli pare (finché non fa del male a nessuno), a me questa mamma indignata francamente fa un po' ridere. Chanel (13 anni) era lì bella alla portata di tutti gli occhi, e non penso che Hillary abbia preteso di dare il consenso a tutti quelli che si saranno indubbiamente posati sul lato B di sua figlia che, per inciso, è estremamente piacevole alla vista.  

Io mi immagino che su quella spiaggia, un po' perché è la figlia di Hillary e der pupone nazionale, un po' perché era seminuda, tutti l'avranno guardata, uomini e donne. Quindi il punto qual'è? Metterla in copertina (cosa che fa schifo, ribadiamo) è solo una modifica quantitativa, non certo qualitativa. 

Ovvero: la guardavano anche prima allo stesso identico modo con il benestare della famiglia che era presente, la copertina ha solo aumentato il numero degli occhi, non il modo di guardarla.

Un conto sarebbe stato se la ragazza avesse dovuto (che poi, dovuto...) vestirsi così apposta per gli scatti, apposta per farsi vedere sui giornali. Un conto ancora sarebbe stato se fosse stata sola, che ne so, avesse fatto la bravata di rubare un costume striminzito dall'armadio di mamma e lo avesse indossato senza permesso e qualcuno avesse approfittato della situazione. 

Ma qui le cose stanno diversamente.

Se mercificazione del corpo di una adolescente c'è stata (e secondo me c'è stata eccome), è partita ben prima della copertina. E' partita dal negozio di costumi da bagno, quando Chanel ha detto 'ehi mamma, bello quello, me lo compri?' e mamma ha detto sì.

Non prendiamoci per il culo – tanto per rimanere in tema – quando indossi una cosa del genere, lo fai per farti guardare. E lo dico con cognizione di causa: io ho due belle tette e indosso abiti scollati, punto. Ammettendo anche che Chanel (che ha 13 anni, ricordate?) possa essere ingenua e non averci pensato, la sua mamma ex modella, ex iena, ex donna di spettacolo, quel tipo di ingenuità non ce l'ha di sicuro.  

E' lecito per una donna farsi guardare, se lo desidera, intendiamoci.  E' lecito e non deve portare ad altro se non a uno sguardo: non giustifica nulla, né commenti, né insulti, né tantomeno violenze di nessun tipo (verbali, fisiche, psicologiche). Ma Chanel non è una donna: è poco più di una bambina. Spetta a sua madre – nella fattispecie – decidere. E se decide che sì, può andare in spiaggia col culo di fuori, dopo mi fa ridere che parli di mercificazione, perché la prima ad averla messa in mostra è stata proprio lei. 

Con questo non vogliamo in alcun modo giustificare l'uso dell'immagine (e tantomeno di quella immagine) di una minorenne per gli scopi commerciali e/o pruriginosi di qualche bavoso. Vogliamo però sicuramente provare a stimolare un po' di senso critico e di coerenza.

Sbaglio? Datemi la vostra opinione nei commenti.


FOTOGRAFIA: ELISA FRANZOI


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