giovedì 25 giugno 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: La ragazza del club 27 di Mauro Biagini per Fratelli Frilli Editori

Cari lettori, torna la nostra Miss Moneypenny, che oggi ha letto un altro giallo per noi. 
Ecco cosa ne pensa:


SINOSSI 

Milano, quartiere di Porta Venezia. Un vivace microcosmo multietnico dove convivono borghesi e
nullafacenti, giovani creativi da ogni parte del mondo e vecchi milanesi. Nella prestigiosa Torre Rasini
risiedono i Morigi, una famiglia altolocata e integerrima agli occhi di tutti. L'unica macchia nella loro vita
sembra essere la giovane Marianeve detta Neve, dal diminutivo beffardo, considerando la sua dipendenza
dalla cocaina. Tra i tanti tatuaggi sul corpo, ne ha uno sul polso che mette i brividi: la scritta The 27 Club
con sotto un teschio. Si rifà al leggendario elenco di artisti, tutti morti a 27 anni. Da Jimi Hendrix a Kurt
Cobain, da Jim Morrison a Amy Winehouse. Anche Neve, a breve, compirà ventisette anni. Non ha amici,
solo un cucciolo di bulldog, e la sua unica confidente è la vecchia magliaia Delia, . Finché una notte di
luglio, il cadavere di Diana Morigi, madre di Neve, viene ritrovato nel parco. La prima indiziata è proprio
la ragazza. Ma le indagini condotte dal commissario Attilio Masini, amante di Schopenhauer, porteranno
alla luce segreti e vizi inconfessabili dei Morigi e di tutte le persone che gravitano intorno a loro.




RECENSIONE

Un giallo non eccezionale, con un procedere tranquillo, nonostante due omicidi.
Per certi versi, assomiglia ad una guida cittadina della zona in cui si svolge con una descrizione
toponomastica fin troppo dettagliata.
E' ben descritto il quartiere multietnico in cui si svolgono i fatti e sono evidenziate le differenti mentalità ed opinioni rispetto a chi, per qualcuno, appare "diverso" sia che si tratti di droga, di omosessualità, di
vizi di vario tipo.
La protagonista, più che i personaggi coinvolti nella vicenda e nei due omicidi, pare essere Delia, la
proprietaria di una delle botteghe artigiane del quartiere. E' lei il personaggio che si fa più amare dal
lettore. Lei riserva attenzioni ed aiuto a chiunque si affacci alla sua bottega, ascoltatrice riservata e mai
pettegola, sempre pronta a offrire calore umano a chi ne abbia bisogno.
Di Neve, fin dall'inizio, si intuisce la fragilità, nonostante la droga ed il suo comportamento spavaldo e
arrogante. Si comprenderà solo alla fine, quando starà per compiere 27 anni, la ragione della sua
dipendenza e della sua fragilità.
Il commissario che si incarica delle indagini è un uomo solitario, malinconico, sensibile che non giudica
dalle apparenze e, nonostante la sua esperienza, è disponibile ad ascoltare le intuizioni e le idee
perspicaci di Delia che, infine, saranno utili e risolvere gli omicidi e a scongiurarne un terzo.
Solo quando si giunge alla spaventosa soluzione, che non chiamerei però colpo di scena, si comprende che il vero movente è influenzato da rapporti famigliari malati.

Valutazione finale ⭐⭐⭐ 


Alla prossima recensione,
Miss Moneypenny


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