mercoledì 10 giugno 2020

LE FOLLIE DELLA LINGUA ITALIANA: la punteggiatura, part 2. Virgola!

Cari lettori, scrittori e amanti della grammatica (ma ce ne sono davvero, al mondo) eccoci qui col più versatile e abusato segno di punteggiatura della nostra lingua: la virgola.

Come si usa

A scanso di equivoci, la virgola serve per segnare una pausa nella frase, e per darle il ritmo desiderato.  Ci sono casi specifici in cui si deve usare obbligatoriamente. 

1.  Quando si compila una lista o un elenco, in sostituzione della congiunzione (che si inserisce solo prima dell'ultimo elemento).
Esempio: Dobbiamo comprare il pane, il giornale, la frutta e la verdura

2. Quando si desidera alterare il ritmo della frase per dare enfasi a un certo concetto.
Esempio: ti ho già detto che vengo, ma un po' più tardi.

3. Quando si desidera isolare o evidenziare una parte della frase (subordinata) che fornisce informazioni aggiuntive al concetto principale (inciso).
Esempio: La donna, vestita elegantemente, uscì.

4. Nelle date, come in Milano, 3 giugno 2020 (mi raccomando il mese minuscolo!)

Ora andiamo nel difficile.

5. Si usa per dividere frasi connesse per asindeto. L'asindeto è una figura retorica che permette di suddividere la principale dalle subordinate evitando la congiunzione.
Esempio: era buio, non c'era la luna in cielo, mi avvicinai al bambino che era solo, gli offrii la mia torcia. Se posso dire la mia, opzione poco usata e anche poco elegante da un punto di vista ritmico.

6. Si usa davanti alle congiunzioni con valore concessivo come benché, sebbene, anche se...
Esempio: Adesso studi, anche se non ne hai voglia (esemplificazione tratta dalla vita vera.)

Ci sono poi diverse animate discussioni tra esperti sull'opportunità o meno di utilizzare la virgola dopo prima della congiunzione e. Ebbene, la risposta non è chiara. Sebbene i miei libri di grammatica delle medie giudicassero tale prassi meritevole di uno zero tondo tondo, ad oggi l'opinione è più morbida. L'uso della virgola davanti alla congiunzione è una scelta personale dello scrivente, e viene accettata se l'autore giudica che ci sia bisogno di uno stacco o di una pausa nella frase. 

Del resto la Crusca stessa alza le mani:
"...il fenomeno deve essere interpretato tenendo conto che la virgola è consigliata e, possiamo dire, attesa, all’interno di un dato testo solo in pochi casi, mentre più frequentemente viene utilizzata in contesti che non sono regolati da una vera e propria norma grammaticale ma dipendono piuttosto dal volere dello scrittore, che la interpreta a volte come una pausa intonativa, a volte come un separatore o ancora come una messa in evidenza di un soggetto (...) normalmente, l’uso della virgola resta una scelta stilistica personale, un modo per dare rilievo espressivo a singoli elementi di un testo, una maniera per conferire un particolare ritmo alla narrazione, ma, soprattutto, una scelta che determina significativamente lo stile comunicativo di un autore."

E come ultimissima cosa, un avvertimento...

«Se state mettendo la terza virgola all’interno di un periodo, allarme. 
Rileggete il periodo che state scrivendo e valutate se la virgola vi serve davvero 
per rendere più chiara e facile la lettura, 
oppure se vi state imbarcando in un periodo lungo e arzigogolato»

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