venerdì 12 giugno 2020

LA VITA DELL'ANDRE. Vita da scrittrice: come diavolo si fa?

Avete mai pensato che la scrittura è un'attività come tutte le altre e che per farla bene occorre esercitarsi?
No?
Bene, nemmeno io.
Avevo quest'idea romantica che bastasse mettersi lì e le parole sarebbero venute fuori da sole, magicamente, bum! Perché quando hai il talento...

Be', ve lo dico: non funziona così.
Ma nemmeno per sogno.
Soprattutto perché la narrativa, la buona narrativa, deve attenersi alla 'sfera delle possibilità', ovvero deve essere realistica. Un fatto vero può essere incredibile: è avvenuto, nessuno lo mette in dubbio. La narrativa invece deve essere credibile. Oh, non lo dico mica io, eh? Lo diceva Mark Twain.
Dite che ci possiamo fidare?

Ci sono molti esercizi che possiamo fare per imparare a scrivere storie realistiche.
Il primo per esempio potrebbe essere quello di scrivere una scena in cui i personaggi si trovano ad affrontare la quotidianità. Cose piccole, tipo: una mamma con quattro bambini sotto i sei anni si trova al supermercato da sola. Oppure: una collega particolarmente timida subisce una sfuriata dal capo davanti a tutti. Cosa fanno questi due personaggi? Come reagiscono? Chi le guarda cosa pensa?
Questo, di base, è quello che fa Stephen King – lo so lo nomino spesso, ma è un mago che ci posso fare? Lui crea personaggi di una normalità disarmante, e li mette in situazioni paradossali.
Il contrario di quello che fa J.K. Rowling. Lei prende personaggi straordinariamente improbabili (maghi che volano sulle scope, andiamo!) e li mette in situazioni ordinarie (la scuola, i compiti, i primi amori).

Sarà un caso che siano due tra gli scrittori contemporanei più apprezzati (e più realistici)?

Un'altro esercito utile è quello del "E se?" 
Ovvero, cosa succederebbe se...
- la polizia bussasse alla tua porta e ti arrestasse per omicidio?
- trovassi un preziosissimo manufatto antico durante una settimana in campeggio?
- potessi incontrare qualunque persona famosa desideri, vivente o meno?
E così via, immaginando avvenimenti, emozioni, reazioni eccetera.


Prendere confidenza con la trama non è facile. Certo se avete in mente una storia fantasy avete meno obblighi rispetto a chi scrive romanzi storici, ma di nuovo, vi invito a riflettere sul Re e sulla zia J.K. Anche le trame più pindariche devono essere legate alla realtà, come il palloncino di IT al polso del piccolo Georgie.

Per maggiori info, qui.









2 commenti:

  1. Interessante riflessione, forse si dovrebbe pensare alla capacità di scrivere come ad una fede che ha bisogno di dubbi contionui per crescere e svilupparsi invece di adagiarsi in certezze che fanno solo ingrassare

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    1. Mi sembra un'ottima metafora Gabriel!

      l'Andre.

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