mercoledì 17 giugno 2020

CURIOSITA' LETTERARIE: Follie d'amore. La scandalosa vita di Lord Byron

Parlando di sbirciare nelle faccende private dei nostri amati autori, non poteva mancare un capitolo dedicato al famoso – e famigerato – Lord Byron.

«Sono così mutevole. Sono un così strano 
miscuglio di bene e male, che sarebbe 
alquanto complesso descrivermi.» 

In certo qual modo, possiamo dire che il destino di Byron fosse segnato fin dal DNA: egli era infatti figlio di un impenitente donnaiolo noto col soprannome di Mad Jack (Jack il matto) a causa della sua natura libertina e suo fratello era talmente violento da essersi guadagnato il titolo di Wiked Lord (il signore malvagio). Cominciamo bene, no?

Cominciò a far parlare di sé come di un uomo ossessionato dalle donne a 24 anni, quando intrattenne una relazione con Caroline Lamb, la dama più à la page del momento, che terminò burrascosamente quando iniziarono a circolare voci di un suo coinvolgimento sessuale con la propria sorellastra, Augusta (dalla quale in seguito ebbe una figlia vissuta solo pochi anni). Per ovviare allo scandalo si trovò una moglie, non senza badare che fosse ereditiera di una fortuna, che sposò nel 1815 e che gli diede un'altra figlia, Ada, oggi conosciuta come la prima programmatrice di computer del mondo. Durante il matrimonio tuttavia la relazione incestuosa con Augusta continuò, al punto che la sorellastra andò a vivere con gli sposi nella medesima casa, affittandone una stanza. Tra le pareti domestiche pare che il nostro eroe non facesse mistero con chi passasse la notte. In capo a un anno, la moglie fuggì con la figlia (convinta che Byron la volesse assassinare), e lui fu messo al bando daii circoli aristocratici, politici e letterari di Londra. In pratica nessuno voleva avere a che fare con lui – probabilmente perché si era fatto le mogli di tutti! 
Partì, facendo tappa a Ginevra (dove continuò la relazione già cominciata con Claire Clairmont, amica di Mary Shelley, da cui ebbe la terza figlia, Allegra) e giunse in Italia, dove si stabilì a Venezia, nel 1816. Qui  ebbe relazioni, si dice, con qualcosa come duecentocinquanta donne in tre anni, tra cui la famosissima Fornarina il cui appartamento diventò praticamente l'harem privato del poeta. 

«Certe sono contesse, altre mogli di ciabattini, alcune nobili, 
alcune di ceto medio, altre basso, ma tutte puttane!» 


Sembra che da tutte queste donne Lord Byron reclamasse un singolare souvenir. Egli prelevava loro una piccola quantità di peli pubici che conservava poi all'interno di un sacchetto trasparente contrassegnato col nome della proprietaria. Fino alla metà degli anni '80 si dice che questi sacchetti fossero ancora conservati negli archivi della sua casa editrice. Chissà che fine avranno fatto!

Nel 1819 conobbe l'unica donna che riuscì a dargli un po' di serenità – la moglie di un altro, manco a dirlo – Teresa, che solo diciottenne riuscì a indurlo a uno stile di vita un poco più salubre. Tuttavia la serenità durò poco: nel 1822 morirono la figlia Allegra e l' inseparabile amico Shelley. Byron reagì lasciandosi convincere a partecipare ai moti d'indipendenza greca contro i turchi e si imbarcò per la Grecia, dove conobbe l'ultimo grande amore della sua vita, non corrisposto: il quindicenne Lukas Chalandritsanos

Il sospetto di sodomia lo aveva seguito da sempre, fin dai tempi del college durante i quali pare intrattenesse una affettuosa amicizia con John Edleston. Anche a Venezia si dice che sedusse 250 donne  e un giovane di passaggio di cui non si conoscono dettagli. Nella sua pur breve vita, Lord Byron fu accusato di incesto, adulterio, omosessualità, sodomia e amore libero.

Quando morì, a soli 36 anni la mobilità londinese lo sbeffeggiò mandando al suo funerale un corteo di carrozze vuote. Westminster, dove avrebbe dovuto essere sepolto in quanto personalità di spicco del mondo letterario, non lo volle nemmeno da morto. 









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