venerdì 24 aprile 2020

VITA DA SCRITTRICE - cos'è l'editing di un testo?

Che cos’è l’editing di un testo? Prima ancora di prendere in mano una penna per scrivere, dobbiamo essere coscienti di cosa significhi fare editing.

In realtà, con la parola editing si intendono due operazioni legate ma distinte, una che avviene prima e l’altra dopo la stesura del romanzo.
In una casa editrice, l’editor (colui che si occupa di editing) ha innanzitutto il compito di valutare se un’opera a lui sottoposta sia adatta alla linea editoriale della casa editrice stessa e quindi possa essere valutata per la pubblicazione. Nelle grandi case editrici – e con autori generalmente già noti – spesso l’editor lavora con l’autore ancora prima che la stesura dell’opera cominci, per far combaciare fin dall’inizio la creatività dello scrittore con le linee guida della casa editrice.


Una signora chiede che cosa faccia un editore: scrive libri?
No, risponde l’editore, quelli li scrivono gli autori.
Allora li stampa? No, quello lo fa il tipografo.
Li vende? No, lo fa il libraio.
Li distribuisce alle librerie? No, quello lo fa il distributore.
E allora che cosa fa? Risposta: tutto il resto.


Cos’è l’editing a posteriori

È bene capirci subito: nessun testo dovrebbe mai essere pubblicato prima di essere sottoposto ad un editing accurato.

Parlando di romanzi, possiamo essere certi che gli autori, specialmente gli autori self, abbiano letto, riletto, controllato, girato e rivoltato il testo non dieci, ma cento volte. Tuttavia questo non garantisce che sia pronto per essere pubblicato e, soprattutto, per essere letto.VITA 
Questo perché un autore normalmente conosce la propria opera praticamente a memoria. L’ha cullata e accudita come idea, poi l’ha scritta, riletta, sistemata, corretta per almeno un anno, prima di pensare di darla alle stampe. È quindi oltremodo probabile che egli stesso non veda i propri errori, non perché non sia bravo nel suo mestiere ma semplicemente perché la sua mente non li registra. Succede a tutti, è il nostro cervello che funziona così.

Affidarsi a una persona esterna

Il rischio concreto è che permangano problemi che l’autore stesso non riesce a scovare, o spunti che lo scrittore non riesce cogliere proprio perché sta editando un lavoro suo. Ecco perché l’editing andrebbe sempre affidato a una persona esterna.  Solo in questo modo il testo potrà essere valutato in maniera oggettiva, individuando (di comune accordo con l’autore, naturalmente) eventuali lacune narrative o eliminando le parti che risultano superflue o farraginose.

L’editor ideale dovrebbe essere innanzitutto un forte lettore, onnivoro e curioso, e una persona rispettosa del lavoro altrui che non deve certo demolire ricostruire a suo piacimento ma “solamente” aiutare a portare alla luce ogni potenzialità e aspetto positivo.

Come facciamo qui  😊






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