lunedì 13 aprile 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: La gabbia, di Lisa A. Ocean (serie Eterna notte, vol. 1)

Cari lettori, dopo una lunga pausa, oggi abbiamo il piacere di recensire un libro davvero particolare e ben scritto, che non mancherà di portarvi in mondi alternativi e fantastici.


SCHEDA:

TITOLO: La gabbia - saga dell'Eterna notte, vol. 1
AUTORE: Lisa Ocean
GENERE: urban fantasy
C.E.: self published
PAGINE: 573
PREZZO: 3,00€ ebook - 16,64€ cartaceo - disponibile gratuitamente con Kindle Unlimited


SINOSSI:

Lean McLyr ha diciassette anni, è un promettente modello ed indossatore, ha un QI più alto della media ed è solo al mondo, chiuso in una gabbia dalla quale non è interessato ad uscire. Per tutta la sua vita sua madre ha tentato di tenerlo lontano da un mondo popolato di mostri, che potrebbero volerlo per sfruttarne le capacità. In una realtà in cui le creature sovrannaturali di tutti i tipi esistono, sono riconosciute ed hanno diritti, il suo sangue fatato può essere una risorsa così come una condanna. Alexander è antico, scaltro, ed è sopravvissuto nella società vampirica donando le sue doti di intuizione e di abilità politica a re e principi, sempre alla mercè di Volòs più potenti. Quando salva la vita al giovane Lean, mette però in moto una serie di eventi che cambieranno l'esistenza di entrambi in maniera radicale.



RECENSIONE:

Se pensate che sia un libro di vampiri, ho paura che dovrete ricredervi. 
Cioè, lo è... e non lo è. 
Questa trama poggia le sue basi su una solida ricerca che riguarda le vere tradizioni e leggende riguardo al mondo nascosto e al cosiddetto piccolo popolo (non per niente il nostro protagonista è di stirpe irlandese, no?)
Abbiamo i vampiri, ma abbiamo anche molto altro. Mannari di vario genere - soprattutto lupi ma anche pipistrelli - abbiamo druidi, abbiamo fay. E non fay qualunque, ma vere fate, quelle delle corti irlandesi, quelle che hanno dato un senso al nome stesso di fata. 
La storia è contemporaneamente una storia d'amore e una fotografia dettagliata di quella che potrebbe essere una società in cui umani e non umani convivono in pace, anche se con una sorta di reciproca diffidenza dovuta alle diversità di ciascuna razza. Per fare un paragone, pensate a True Blood, solo molto meglio costruito, molto più credibile e con tantissimi particolari interessanti in più. I personaggi sono resi benissimo, ognuno con il proprio carattere e le proprie peculiarità, e interagiscono tra di loro in maniera molto realistica - pur considerando che i principali sono un ragazzo mezzosangue fatato, un avvenente vampiro di settecento anni e il devoto wodan (alpha) di un nutrito gruppo di lupi mannari. 
Tutto gira intorno a Lean, il giovane irlandese mezzo fay, che con la sua dolcezza e innocenza riesce a catalizzare su di sé l'affetto e l'amore di tutti gli altri personaggi. La gabbia del titolo si riferisce proprio a lui: avendo avuto una vita piuttosto difficile e dolorosa, a soli diciassette anni Lean si è auto-recluso in una sua personale zona di comfort, un porto sicuro in cui non dover più provare la sofferenza di perdere qualcuno che ama. La sua vita è in qualche modo banale, noiosa nonostante lui sia un modello famoso, quasi inutile. Fino al momento in cui incrocia i passi del vampiro Alexander Tudur (sì, proprio Tudur, di quei Tudur famosi d'Inghilterra, avete presente?) il quale, reduce anch'egli da una vita non esattamente scintillante da un punto di vista emotivo, ci mette circa quattordici secondi a innamorarsi perdutamente di lui. Ma non fatevi ingannare perché non c'è nulla di sdolcinato in questa storia, nulla di mieloso. I due non cascano l'uno tra le braccia dell'altro in preda all'estasi della passione, ma vengono coinvolti in una storia dura e difficile in cui sangue, tradimento, vendetta, lealtà e devozione mostrano il proprio volto, fino al movimentato epilogo. E
anche da un punto di vista personale, potremmo quasi dire che, nonostante le vicende sovrannaturali in cui sono coinvolti,  le preoccupazioni di Alexander nei confronti del suo giovane innamorato siano quelle di un qualunque amante umano: la differenza d'età, innanzi tutto, che qui è davvero rilevante! E la gabbia, naturalmente, dentro quale il giovanissimo protagonista si trova e dalla quale Alex cerca disperatamente di farlo uscire. Lean appare fragile, in questo volume, quasi debole (anche se a conti fatti non lo è per niente, considerato tutto quello che vede e che gli accade!!), legato alle paure e alle reazioni emotive esagerate dell'adolescenza, e siamo davvero desiderosi di seguire la crescita personale che l'autrice regalerà al personaggio nei due seguenti volumi dell'opera. Lean e Alex si avvicinano e si allontanano come nella più classica delle danze amorose, e avranno la loro meritata ricompensa solo alla fine di tutto, quando tutti gli altri problemi saranno stati risolti. Allora, e solo allora, l'autrice ci porterà nell'alcova per mostrarci la loro intimità in una pagina di intensità e passione davvero inimitabili.
Lo stile dell'autrice è molto ricco e praticamente impeccabile da un punto di vista semantico. La dovizia di dettagli è un particolare che a me, personalmente, ha fatto molto piacere. Ammetto che potrebbe risultare un poco ostico per alcuni, abituati a libri che corrono molto velocemente, ma qui, nella realtà narrativa di una Boston condivisa da specie diverse e ognuna con la propria storia, tradizioni, interessi e bramosie, dona spessore a una trama che diversamente non avrebbe il fascino che invece possiede.


RECENSIONE IN PILLOLE:

Consigliato a chi: ama le storie dettagliat4
I temi trattati: il dolore, l'abbandono, la paura, la devozione, la fedeltà.
Il messaggio nascosto nella trama: l'amore è arcobaleno e non conosce differenze.
Valutazione finale: ⭐⭐⭐ ⭐ e 1/2 strameritato!










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