martedì 21 aprile 2020

CURIOSITA' LETTERARIE: Il metodo Dan Brown per curare il blocco dello scrittore

Che gli scrittori fossero gente originale, si sapeva.
Che più un artista è geniale e più l'originalità si avvicina alla stranezza, anche.
Leonardo Da Vinci, per esempio, probabilmente il più grande genio di tutti i tempi, usava lavorare tre ore e dormire 15 minuti, durante tutto il corso delle 24 ore.
In questo modo manteneva il corpo riposato e la mente lucida, e a giudicare dai risultati possiamo senz'altro dire che il metodo funzionasse.

Non sappiamo se abbia mai sofferto di qualche blocco di creatività (anche se ne dubitiamo: se non riusciva a scrivere poteva sempre dipingere...), tuttavia ogni scrittore che si rispetti ha sperimentato almeno una volta la "sindrome di  Jack Torrance": ritrovandosi a scrivere il mattino ha l'oro in bocca per pagine e pagine... (in originale, all work and no play makes Jack a dull boy).

Come superarla?


Il metodo Dan Brown

Il grande scrittore, autore di grandi best seller come Il codice da Vinci, Angeli e demoni, Il simbolo perduto e Inferno ha un suo metodo particolare.

Il Sottosopra 

Stando a quello che si dice in giro, infatti, il nostro signor Brown ama appendersi a testa in giù quando le parole non fluiscono con la dovuta semplicità. Che cambiare la prospettiva dalla quale si osserva la realtà sia un valido metodo ce lo insegnava già il professor Keating nel lontano 1989. Tuttavia, una cosa è salire in piedi su un banco di scuola, un'altra è penzolare gambe all'aria come un pipistrello nella terapia detta appunto d'inversione.

Sembra tuttavia che il grande scrittore trovi questa pratica estremamente rilassante e maggiore è il tempo che passa in questa singolare posizione più la sua concentrazione aumenta e la creatività cresce.  Come già per Leonardo, per quanto bizzarro sembra proprio che funzioni!


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