venerdì 6 marzo 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Il Simbolo, di Damiano Leone

Cari lettori oggi vorrei proporvi una recensione un po’ diversa dalle solite, una lettura che ho fatto divderso tempo fa ma che, per i motivi che vi spiegherò, mi è rimasta molto impressa.

SCHEDA:
Titolo: Il Simbolo
Autore: Damiano Leone
pagine: 616  
genere: romanzo storico
Casa Editrice GCE 
Prezzo: 8,10€ formato Kindle e 20,97€ cartaceo con copertina rigida

SINOSSIi:
Contemporaneo di un uomo passato alla storia con il nome di Gesù di Nazareth, il figlio di una prostituta muove i primi passi nella Palestina dominata dalle legioni di Roma: due vite diverse ma destinate a incrociarsi nei loro giorni più drammatici. Avviato alla prostituzione, il giovane Ben Hamir trova conforto nell'affetto di uno schiavo comprato per fargli da tutore. Costretto a fuggire, dopo un'istruttiva permanenza ad Atene conquista Roma - o meglio i cuori delle romane - divenendo gradito ospite dei più esclusivi palazzi nobiliari. Coinvolto nella politica imperiale fino a divenire intimo di Tiberio, proprio da lui apprenderà quanto beffardo possa mostrarsi il fato. Tornato in Palestina per ordine dell'imperatore, ad attenderlo troverà sia un nuovo che un antico amore: ma anche l'odio feroce di Ponzio Pilato, il suo più mortale nemico. Dopo aver compiuto un gesto in apparenza marginale ma destinato a sconvolgere la storia, abbandonati i lussi e le amanti sceglierà di restare lontano dai clamori del mondo. Ma Roma non si è dimenticata di lui: dovrà accettare lo sgradito incarico di informatore imperiale, assistendo così a eventi che andranno oltre ogni sua immaginazione.

RECENSIONE:
Dieci minuti di applausi in piedi.
Un libro veramente eccezionale a mio parere.
Potrei, e dico solo «potrei» essere influenzata dal fatto che ho una predilezione per i romanzi storici e una vera e propria ossessione per il periodo trattato, ma la sensazione che si ha leggendo questo libro è quella di ammirare un grande affresco su una parete gigantesca, in cui ogni pennellata, ogni colore è scelto sapientemente e ha un significato che arricchisce la visione d’insieme.
Il protagonista, Ben Hamir/Annio Rufo, passa attraverso la Storia di Roma e dell'Impero influenzandola, partecipandovi e in taluni casi imprimendole una direzione della quale  tutt'oggi permangono echi. Attraverso la sua abilità di amare e farsi amare dalle donne, e grazie all'innata propensione all'ascolto, Ben Hamir diverrà nel talamo il custode di confidenze e progetti destinati a cambiare il volto della storia, nonché del depositario e artefice del segreto (o della bugia?) più scottante di tutti i tempi.
Un narratore sapiente e molto insolito, un uomo disilluso dalla vita (e ateo, cosa ancor più rara per quei tempi) avvezzo a utilizzare ogni strumento in suo possesso per garantirsi la sopravvivenza e una vita piacevole - prima di tutto il suo proprio corpo e la sua avvenenza - ci porta attraverso il primo secolo d.C intrecciando gli avvenimenti della propria vita con quelli della Storia (con la s maiuscola!) di cui è a volte semplice testimone, a volte attore consapevole.
Lo stile è accurato e ricercato, ricco di termini colti, con un sapientissimo uso della lingua italiana in grado di descrivere con ugual maestria la vita dei più dissoluti patrizi romani, tra banchetti e talamo, così come il mondo contadino delle campagne attorno a Gerusalemme o il duro ambiente marinaresco che si vive sulle galee romane.
Va notato che, data la professione che il protagonista pratica per gran parte della sua vita, il romanzo non è privo di scene di passione convenzionali e non, avvenendo tra persone di sesso opposto ma anche tra persone del medesimo sesso, e non necessariamente con "soli" due attori coinvolti al medesimo tempo. Le scene erotiche sono trattate con una eccellente capacità descrittiva e con una sorta di astrazione concettuale che rende possibile descrivere alcune tra le più comuni perversioni (sempre che tale termine sia adatto a identificare una preferenza sessuale piuttosto che un'altra!) senza scendere mai nel volgare, ma anzi rendendole estremamente piacevoli e originali.

Per finire, vorrei esprimere accordo con il concetto che il protagonista ci lascia al termine della narrazione e col quale ha ammantato tutta la propria vita:

Gli uomini hanno proprio bisogno di un simbolo in cui credere per trovare la forza di vivere... 
beh, forse allora farebbero bene a scegliersene uno che genera la vita e non la morte, 
la gioia e non il dolore, la speranza e non la disperazione... e che anche se soltanto per brevi momenti, quando arriva a far dimenticare tutte le diversità di razza, dello spirito o della mente, 
come nient'altro al mondo riesce a unire nella felicità gli esseri umani. 
Cioè quanto la natura ha voluto porre al centro del nostro corpo 
e di fronte al quale uomini e donne si inginocchieranno sempre gioiosi.


RECENSIONE IN PILLOLE:
Consigliato a chi: ama le intricate vicende storiche
I temi trattati: l'amore, la prostituzione, la famiglia, la lealtà, la guerra, il potere.
Il messaggio nascosto nella trama: la storia viene fatta dalle singole persone
Voto finale ⭐⭐⭐ e lode!

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