sabato 14 marzo 2020

LA VITA DELL'ANDRE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Le foto che vedete le ho scattate durante una delle ultime passeggiate che mi sono concessa prima
della chiusura totale. Mio figlio minore ed io, in un parco deserto, a caccia di tane di lepri e germogli. E' triste che non si possa fare più nemmeno quello, ma è giusto, la salute deve venire prima.

Dopo giorni e giorni confinati dentro casa devo ammettere che il buonumore viene un po' meno, anche a una come me che trova sempre il modo di essere allegra. Si, lo so, me l'hanno già detto... sono una dannata Pollyanna. Non ci posso fare niente, mi viene sempre da cercare il lato buono delle cose e delle persone.

Buonista, anche, mi chiamano. Ma non addentriamoci in questo discorso.

Le giornate sono un po' tutte uguali, tant'è che oggi mi ha telefonato mio figlio dall'Irlanda e non sapevo nemmeno che giorno fosse... un po' come quando sei in ferie, ma senza mare. 

L'immobilità mi uccide. 
No, che andate a pensare, non sono una fanatica del fitness o una habituée della palestra... magari. 
E' solo che ora della fine della quarantena probabilmente indosserò una taglia 52 se no mi do una mossa. Così stamattina ho deciso di cominciare con lo step. Mi alzo, colazione frugale, mi metto sullo step e mi distraggo con una serie tv. Avevo pensato ad Outlander, inizialmente, ma non avevo voglia di andare a ripescare i dvd in mezzo ai mille mila dvd che ho ammucchiati ordinatamente archiviati nel mobile della sala, così ho acceso Netflix e ho ripiegato su Shadowhunters, di cui avevo già visto la prima stagione. Beh, creature, demoni, cacciatori, un biondo niente male e una storia MM che - dicono - diventerà molto intrigante. Quel che serve per distrarsi dal mal di gambe!

Adesso la vera sfida sarà continuare ogni giorno... conoscendomi... vabbè.
La mia vita è un po' come se fosse in stand by. Leggo tanto, per il blog, ma scrivo poco e sono in
qualche modo poco presente, come in attesa di qualcosa, anche se non so che cosa. Ogni tanto mi blocco nel fare quello che sto facendo in quel momento e penso "in che tempi viviamo!" solo che non lo penso, lo dico ad alta voce e qui sono già pronti col ricovero coatto.

Diciamo che per una pigra e disorganzzata come me, una bella pandemia era proprio quello che ci voleva.

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