giovedì 12 marzo 2020

CURIOSITA' LETTERARIE: il primo racconto dell'orrore

Da brava amante dei libri horror quale mi reputo, non potevo non condividere questa piccola chicca, questa curiosità letteraria che sembra far risalire il primo racconto horror della storia a Tito Petronio, che nel suo Satyricon (I secolo d.C.) include addirittura un lupo mannaro!





Nell'episodio dedicato alla Cena di Trimalcione, infatti, a un certo punto uno dei commensali, Nicerote, prende la parola per raccontare qualcosa che gli è capitato e che ha tutti i contorni di un'esperienza ai limiti della realtà. Nicerote, infatti, anni prima aveva intrattenuto una relazione irregolare (nel senso che lei era sposata...) con tale Melissa, poi rimasta vedova.

Quando ero ancora un servo, si abitava in Vico Stretto; oggi è la casa di Gavilla. 
Lì, come gli dèi vogliono, incominciai a farmela con la moglie di Terenzio, l’oste; 
ricorderete Melissa di Taranto, la splendida cicciona. 
Io però, per Ercole, non ero mica per il fisico, o per farci l’amore,
 che mi interessavo a lei, ma perché aveva un buon carattere. 

Una sera stava percorrendo la via verso la casa della sua amante insieme a un militare, già di partenza
descritto "forte come l'Orco" quando, attraversando un cimitero, a un certo punto il militare si mette a - ehm - urinare in giro, disegnando una sorta di cerchio magico attorno ai propri vestiti. A quel punto, il soldato si trasforma in un lupo e scappa nel bosco.

Si trattava di un soldato, forte come l’Orco. Leviamo le chiappe verso il canto del gallo; 
c’era una luna che sembrava mezzogiorno. Arriviamo in mezzo a un cimitero: 
il mio uomo si mette a farla tra le tombe, io mi siedo canticchiando 
e mi metto a contare le lapidi. Poi mi volto verso il mio compare e vedo 
che quello è lì che si sveste e depone tutti gli abiti sul ciglio della strada. 
Mi sentivo il cuore in gola; stavo immobile come fossi morto. 
Quello allora si mise a pisciare tutto intorno ai vestiti e di colpo si trasformò in lupo. 
Non pensate che stia scherzando; non mentirei per tutto l’oro del mondo.
Ma, come stavo dicendo, una volta diventato lupo, incominciò a ululare e sparì nella boscaglia. 


Quando arriva a casa della propria compagna, Nicerote scopre che poc'anzi proprio un lupo aveva cercato di attaccare la proprietà, rimediandone una ferita al collo. 

Strinsi la mano alla spada, e, abracadabra, andai infilzando le ombre, 
finché non raggiunsi la tenuta della mia amica. 
Entrai che parevo uno spettro, a momenti schiattavo, 
il sudore mi colava tra le chiappe e avevo gli occhi di un morto; 
ce ne volle per riprendermi. La mia Melissa dapprima si meravigliò 
perché ero ancora in giro a quell’ora, e fece: 
“Se arrivavi un po’ prima, almeno ci davi una mano; un lupo si è introdotto 
nella fattoria e da vero macellaio ci ha sgozzato tutte le bestie. 
Però non l’ha fatta franca, anche se è riuscito a fuggire, 
ché un nostro servo gli ha trapassato il collo con la lancia


Il giorno dopo, recandosi presso la casa del soldato, Nicerote resta sconvolto nel verificare che egli ha una ferita alla gola, proprio nel punto in cui era stato colpito il lupo.

Come poi tornai a casa trovai il mio soldato stravaccato sul letto come un bue, 
mentre il medico gli curava il collo. Compresi che era un lupo mannaro 
e da allora in poi non sarei più riuscito a dividere il pane con lui, 
nemmeno se mi avessero ammazzato.

Che dire, gli elementi magici ci sono tutti: il cimitero, la notte di luna piena, gli abiti insanguinati, la ferita inferta alla bestia che ricompare sul corpo dell'uomo. Chissà che il nostro Petronio non avesse davvero assistito a qualche magica trasformazione!

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