venerdì 27 marzo 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Ibi ego, di Deborah P. Cumberbatch

E finalmente, cari lettori abbiamo messo le mani sul seguito di Ubi tu, che attendevo con un certo interesse...

SCHEDA
Titolo: Ivi ego - Dilogia Lie detector #2
Autore: Deborah P. Cumberbatch
Genere: Narrativa contemporanea
Costo: 2.99€ formato ebook

SINOSSI

Abitudine, stabilità, nessuna sorpresa. Nessun pericolo.

Tutta la mia vita si è adattata a una routine inattaccabile che mi fa sentire sicura, sin da quando ho lasciato Londra.
Vivo di scadenze imposte, di attimi rubati e secondi concessi.
Vivo delle emozioni che si mostrano in rintocchi cadenzati ben precisi, i quali mi permettono di interpretare il linguaggio silenzioso, la mia unica costante.
Almeno fino a quando i suoi maledetti occhi non trafiggono di nuovo i miei. 
E il tempo smette di scorrere.
Stephen Holland mi ha trovata persino in questo piccolo e celato angolo di mondo, e adesso implora il mio aiuto. Sta cercando i miei occhi, proprio come un tempo.
Ma accettare significherebbe tornare dove tutto è cominciato e non posso rischiare di cadere di nuova in quella sincronia che mi ha imprigionata già una volta. 
Non posso divenire di nuovo schiava di quegli occhi policromatici che un tempo rappresentavano la mia salvezza.
Oggi la mia condanna.

Mi ero detto che mi sarebbe bastato un solo istante per guardarla negli occhi e riprendere fiato, poi l’avrei lasciata andare di nuovo. 
Mi sbagliavo.
Mi sono sempre sbagliato su tutto da quando Megara De Medici è entrata in collisione col mio mondo, diventando l’emozione in grado di fermare il tempo. 
La mia unica emozione.
Non avrei dovuto seguirla fino a questo paesino troppo piccolo per esistere e, di sicuro, non avrei dovuto invadere il suo spazio personale. 
Ma non ho avuto altra scelta, non quando i fantasmi corrotti di un passato sfocato e senza colori che speravo di aver tumulato stanno strepitando per irrompere nel presente.
Ciò che conta è che resti dove possa vederla.
Così che io riesca a capire come combattere per lei.
Ti salverò, Megara. 
Ti ho trovata.
Ti vedo. Ti ho sempre vista.


RECENSIONE:
Avete presente i libri di Dan Brown che andrebbero letti due volte, tipo Inferno, che bisognerebbe leggere una volta per il thriller e una volta per le notizie storiche su Firenze? Ecco, a un certo punto ho pensato lo stesso di Ibi ego. Bisognerebbe leggerlo una volta per la trama passionale, e un'altra per le lezioni di psicologia e cinesica. 
Il secondo volume della dilogia dei lie detector non delude, anzi se possibile è ancora più godibile del primo. Se la trama del primo romanzo si costruiva attorno alla figura di Megara De Medici, qui c'è decisamente scritto Stephen Holland su ogni singola pagina. E' lui il fulcro, il centro di tutta la storia... sul finire persino più di quanto non sembri inizialmente. Stephen soffre, si riprende, si ritira, ritorna, ricorda, dimentica, ama e odia... ma soprattutto deve crescere. Il personaggio granitico e inflessibile del primo volume diventa umano, tornando alle proprie precarie origini e portandoci nella storia turbolenta del suo passato, da cui tutti ha avuto inizio e grazie alla quale capiremo molto della sua psicologia. Una psicologia complessa e aggrovigliata che Megara - e noi con lei - dipanerà filo per filo, caparbiamente, senza arrendersi, fino a riportare Stephen a condurre una vita priva dei suoi vecchi fantasmi. 
La trama si arricchisce inoltre col racconto dei casi di cui l'agenzia investigativa Holland si occupa, in particolare quello che coinvolge il piccolo presunto autistico Jeremy, che denotano una attenzione encomiabile dell'autrice per i dettagli psicologici, e per i metodi di indagine psichiatrica che vengono messi in campo e che sono assolutamente verosimili. Ogni azione, ogni domanda, ogni interrogatorio o deduzione viene sottolineato con una spiegazione, perfettamente inserita nella trama, del principio psicologico che lo determina, così che la trama appare ancora più realistica e credibile. 
Lo stile si mantiene fresco e scorrevole, nonostante le molte parti dedicate a quello che succede "dentro" ai protagonisti piuttosto che fuori di loro: emozioni e sentimenti sono i veri e assoluti protagonisti di questa dilogia, e vengono descritti, proposti, analizzati, spiegati con dovizia di dettagli e lunghe dissertazioni che in un altro contesto potrebbero risultare anche un po' pesanti ma in realtà non lo sono affatto.
Come per l'altra recensione, se devo proprio trovare un difetto... direi che probabilmente i bambini descritti - sono tre - sembrano un po' troppo maturi per l'età che hanno, risultando a tratti leggermente forzati. Si tratta comunque di un peccatuccio da nulla in confronto a un lavoro davvero valido in cui si respira la passione dell'autrice per gli argomenti trattati.

RECENSIONE IN PILLOLE
Consigliato a chi: ama la psicologia
I temi trattati: l'abbandono, la violenza, l'infanzia, l'ossessione, la paura del passato.
Il messaggio nascosto nella trama: bisogna chiudere col passato se si vuole andare avanti
Valutazione finale ⭐⭐⭐ 1/2


















giovedì 26 marzo 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Un amore da Oscar, di J.J. Prescott per Literary Romance.

Cari lettori, oggi abbiamo letto per voi un libro frizzante e pieno di verve, un romance che per i divertenti dialoghi può essere considerato anche un allegro check lit.




Titolo: UN AMORE DA OSCAR
Autrice: J.J. PRESCOTT
Genere: ROMANCE, CHICK LIT
Casa Editrice: LITERARY ROMANCE
Pagine: 260
Costo: 1.99 euro versione ebook


SINOSSI:
Nora Burke vive e lavora a New York come responsabile in uno degli Hotel più famosi e lussuosi della città. È indipendente, intelligente, dotata di un gran senso dell’umorismo, ma soprattutto incapace di tenere a freno la lingua. Ed è proprio la sua irrefrenabile parlantina a cacciarla nei guai il giorno in cui incontra il divo di Hollywood Evan McKinney. Tra i due sono subito scintille, ma lei è terrorizzata all’idea di impegnarsi in una storia che potrebbe finire con lo spezzarle il cuore. Inoltre, c’è qualcuno che non è per niente felice di averla tra i piedi... E così, Nora si troverà ad affrontare orde di fan inferocite, una minacciosa ammiratrice segreta, nonché un’assistente che proprio non vuol saperne di stare al suo posto. Una commedia brillante, ironica e romantica!

RECENSIONE:
A volte in una trama conta quello che succede, a volte conta il come. In questo romanzo conta decisamente il come: la narrazione è divertente, assolutamente vivace, piena di verve, di battute spiritose (e spinte!!) e di solenni figure di m...
Un amore da Oscar incarna un po' quello a cui tutti prima o poi abbiamo pensato, magari anche solo per ridere. Cosa succederebbe se incontrassi uno famoso per caso e lui si innamorasse di me? Nessuna di noi prenderebbe mai sul serio una tale eventualità, penso. Ma i libri servono a farci sognare, e Nora è l'eccezione che conferma la regola. Beh, lei e quella gran culo di Cenerentola (cit.). Il personaggio di Nora è molto ben caratterizzato. E' una ragazza moderna, decisa, che sa quello che vuole, con una vita molto realistica fatta di grandi amicizie femminili, amici che non sapeva fossero innamorati di lei e genitori separati. Una vita non difficile, anche se non facilissima, che le ha insegnato però a stare coi piedi per terra. Terra che praticamente le si apre sotto le Louboutin allorché il protagonista maschile entra in scena. Ecco, credo che mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più circa Evan, sul suo passato o su come sia arrivato a essere quello che è ma il romanzo gira praticamente tutto attorno alla protagonista che ne è l'assoluta regina e che ci delizia a ogni pagina con il suo fine - e a volte involontario - umorismo.
Non mancano le scene piccanti, descritte sempre con molto tatto e discrezione così da risultare delicate pur se 'belle spinte'.
Il piccolo difetto della trama sta, a mio parere, nel finale leggermente affrettato. Tutto il pathos del libro si concentra in un climax finale un po' scarno, una semplice conversazione esplicativa che, sì, ci dice tutto quello che dobbiamo sapere, ma che avrebbe potuto secondo me avere a un impatto emotivo più decisivo.
Nulla comunque che comprometta il giudizio sul romanzo, che resta estremamente godibile.

RECENSIONE IN PILLOLE:
Consigliato a chi: ama sognare amori "troppo belli per essere veri"
I temi trattati: l'ossessione, l'abbandono, gli haters, il successo.
Il messaggio nascosto nella trama: il buono arriva a chi sa cogliere le occasioni al volo!
Valutazione finale: ⭐⭐⭐










mercoledì 25 marzo 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: The Outbreak di Franesca Cominelli

Cari lettori, oggi il blog partecipa al Review Party per la nuova uscita di Francesca Cominelli





SCHEDA
  • Titolo: The Outbreak
  • Autrice: Francesca C. Cominelli
  • Editore: Self
  • Genere: Chicklit
  • Data di uscita: eBook 18 MARZO 2020/cartaceo 25 MARZO 2020
  • Formato: ebook/cartaceo/ disponibile anche in KINDLE UNLIMTED
  • Prezzo: 2,99€/15€ + omaggio

SINOSSI
Fanny King è una producer ventinovenne con una passione sfrenata per unicorni e paperelle di gomma. È incastrata in una relazione senza sbocchi e, cosa peggiore, alla Owl, il canale per cui lavora, nessuno sembra considerarla all’altezza del ruolo che ricopre.
Un giorno, però, complice a un quadernetto fucsia e il ritorno di un uomo del suo passato, le cose cambiano, ma Fanny non capisce se in meglio o in peggio.

Nathan Cohen, il miglior Executive Producer sulla piazza, torna alla Owl dopo essere sparito da Los Angeles e dalla vita di Fanny per sei anni. Sei anni in cui la ragazza si è rifatta una vita, frequenta la stella delle soap di Hollywood, Troy Jones, ma ha perso l’entusiasmo, la scintilla che l’ha fatto innamorare. Scintilla che l’intrigante e irriverente Cohen sembra intenzionato riaccendere (o scoppiare), a tutti i costi.

Riuscirà Fanny a resistere alla tentazione dell’Executive Producer o scoppierà con tutte le sue paperelle?




RECENSIONE
Questo libro è esattamente quello che potete aspettarvi guardando la copertina.
Romantico.
Tenero.
Divertente.
Frizzante.

Apro la porta e la trovo seduta sul letto, sembra essersi appena svegliata perché 
si stiracchia con le braccia in alto. Ed è nuda. Mi dà la schiena, la pelle liscia e abbronzata 
è un richiamo per me, ma prima che possa fare qualcosa indossa la vestaglia 
in seta rosa e pizzo bianco. Nonostante sia ancora assonnata e con i capelli spettinati 
è bellissima. Si alza senza voltarsi e si ferma di fronte alla cabina armadio. 
Immagino mentre mi avvicino a lei, le faccio scivolare la veste sulla pelle morbida; 
le bacio il collo e stringo i seni nelle mie mani fino a farla ansimare. E poi…
Un rutto improvviso rompe la magia e Honey scoppia a ridere da sola. 
«Faccio i rutti gasati!» ride. «Forse ieri ho esagerato con lo champagne» 
commenta a voce alta e devo trattenermi dal ridere a mia volta.

L'ho letto con curiosità perché, ammettiamolo... Fanny e Nathan a pagina 10 sono già dove normalmente in un romance i protagonisti si trovano attorno a pagina 150 o giù di lì (cioè irrimediabilmente avvinghiati ed eroticamente avvinti su un lettino prendisole di Missoni). E così mi sono chiesta: cosa si inventerà adesso la nostra Francesca Cominelli? Bene, si inventa una trama scorrevole, allegra nonostante i guai, brillante (e non solo per la paperella unicorno) e con un tasso erotico decisamente elevato.
Nonostante la storia sia priva di grandi avvenimenti o colpi di scena, il romanzo non tradisce stanchezza, portandoti a voltare ancora una pagina sempre con curiosità e aspettativa.
E', di fatto, la storia di una riconquista: due amanti appassionati costretti a lasciarsi per motivi - a lei - non ben chiari si ritrovano non casualmente sei anni dopo. Lei è arrabbiata, lui la rivuole. Semplice, quasi quotidiano direi. E qui si aprono le danze, che il protagonista Nathan conduce direi molto bene, fino a portare la sua Fanny a capitolare di nuovo... o quasi. Qui si annida il destino, che rischia di mandare tutto a gambe all'aria ma per fortuna ci sono Alice e le paperelle a riportare tutto nella giusta dimensione :-)
I personaggi si muovono nell'ambiente patinato di Hollywood, tra case di produzione di reality e serie tv e attori famosi (e come non rivedere il buon Chris nel personaggio di Nick Foster) dove gli amori nascono e muoiono nel giro di una notte e anche la nostra Fanny sembra per un attimo attirata dalla superficialità dei sentimenti "tra star". Tuttavia Nathan è descritto come un uomo con una certa caparbietà innata, e non si darà per vinto. La vicenda ha una buona dose di realismo, considerato il mondo lontano e dorato in cui si svolge, ed è stemperata dalla apprezzatissima stravaganza di Fanny, appassionata di vecchi furgoncini e unicorni. 
Lo stile è scorrevole e molto pulito, brioso e divertente, e le scene erotiche, che come dicevamo non mancano affatto, sono ben strutturate e mai volgari, nonostante l'autrice non lesini dettagli piccanti.
Una lettura consigliata a tutti i romantici, che non mancherà di strapparvi un sorriso in questi tempi difficili.

RECENSIONE IN BREVE
Consigliato a chi: crede nelle seconde occasioni
I temi trattati: il successo, l'opportunismo, l'abbandono, la passione per il proprio lavoro
Il messaggio nascosto nella trama: non temere di essere sincero con le persone che ami.
Valutazione finale: ⭐⭐⭐ 


DUE PAROLE SULL'AUTRICE
Francesca C. Cominelli, Chicca per gli amici, è una sognatrice, nata nel 1993 in un piccolo paese tra le montagne della provincia di Brescia, insieme al suo amato cowboy. 
Le sue più grandi passioni sono sempre state l’equitazione e la lettura. 
È cresciuta con i libri, sono sempre stati una via di fuga, un momento in cui si poteva estraniare dalla realtà e vivere in un mondo diverso; d'altro canto, scrivere le ha permesso di liberare la mente e sfogarsi, mettere nero su bianco i suoi pensieri e creare un mondo tutto suo. È grazie ai suoi sogni e alla sua determinazione se è arrivata fin qui. 
Dopo Proibito, Francesca ritorna in piazza con un romanzo diverso rispetto al solito. The Outbreak è una commedia romantica, con cui l’autrice vuole portare un po’ di frizzantezza e comicità e, perché no, anche un po’ di spensieratezza per i suoi lettori. 

giovedì 19 marzo 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Ubi tu, di Debora P. Cumberbatch

Buongiorno a tutti, oggi ospitiamo il Review Party del primo volume della dilogia di Deborah P. Cumberbatch, in attesa del secondo...



SCHEDA
Titolo: UBI TU - Dilogia Lie Detectors
Autore: DEBORAH P. CUMBERBATCH
Genere: ROMANCE
Pagine: 484
Costo: 2,99€ ebook; 14,50€ cartaceo. Disponibile per Kindle Unlimited.



SINOSSI

Avevo quindici anni quando Stephen Holland, il più grande esperto al mondo di linguaggio del corpo e di mimica facciale, mi ha salvato la vita. Con i suoi libri e i suoi studi mi ha permesso di non essere risucchiata dalla spirale di solitudine e inesistenza che era diventata la mia quotidianità e le emozioni si sono così trasformate nel mio rifugio, la mia casa, la mia certezza. Rappresentano la mia arma: io sono una lie detector. Scovo la verità scritta sul volto di ogni persona, nei gesti, nei silenzi, nelle contraddizioni. Sono una macchina della verità: osservo, codifico, interpreto e oggi faccio parte della Holland Investigation Agency per lavorare con lui e aiutarlo a risolvere casi considerati impossibili.

Potete capire la mia delusione quando scopro che il mio eroe è così bello da sembrare una statua greca, ma è come un robot che ha rinunciato a provare qualunque tipo di emozione e non esita un attimo a dirmi che, per via della mia sensibilità, questo lavoro potrebbe schiacciarmi. Ritiene che la mia umanità possa rendermi debole. Tuttavia i suoi occhi sembrano parlarmi con un linguaggio che supera le parole, un sussurro di emozioni al di là del tempo, un mistero che esige di essere svelato. E io mi fido, perché gli occhi non mentono mai: sono frammenti di anima di uno specchio che deve essere ricostruito e che tingono le espressioni facciali di sfumature uniche. Dovrei stargli lontana, perché uno sguardo non dovrebbe avere tanto potere, ma non voglio. So che questo è il mio posto. Sono nata per essere qui e ho intenzione di dimostrarlo. Perché Stephen Holland è anche la prima persona ad avermi vista davvero. È il mio maledetto evento sincrono.




RECENSIONE:
Un lavoro decisamente particolare quello di quest'autrice, che ci porta dritti dritti in un mondo poco conosciuto, quello della cinesica ovvero una terra misteriosa popolata da una serie di creature  mitologiche le quali con un semplice sguardo, possono capire se menti o se sei sincero e tutta una serie di altre emozioni che stai sperimentando e delle quali magari nemmeno tu sei consapevole (per approfondimenti vedere la fantastica la serie TV Lie to me con Tim Roth)
Scherzo, ovviamente, anche se le capacità degli specialisti di questa materia spesso appaiono quasi magiche, essendo essi in grado di trarre conclusioni attraverso indizi che sono gli unici a notare e a interpretare.
Una di queste "creature", o per meglio dire la creatura mitologica per eccellenza, è Stephen Holland, titolare della più famosa agenzia investigativa di Londra, uomo tutto d'un pezzo che "si è fatto da solo" e che dirige il lavoro con pugno di ferro e senza mostrare alcuna emozione. 

Holland è praticamente la sublimazione di tutti i protagonisti di romance che siano mai stati scritti: avete presente quei personaggi con tutta una serie di irrisolti emotivi che li rendono taciturni, ombrosi e assolutamente impreparati a reagire agli strali dell'amore? Ecco. Stephen Holland ne ha fatto una professione. Ed è assolutamente il migliore nel suo campo! 

La recensione potrebbe anche finire qui... perché avete capito tutte, vero, con cosa abbiamo a che fare? Tuttavia non posso fermarmi perché ho ancora un paio di cose da riferire.
La prima riguarda proprio la cinesica ed è: wow.
La cinesica è una scienza affascinantissima che consiste nello studio e nell'interpretazione del linguaggio non verbale e paraverbale (espressioni del viso, movimenti inconsapevoli ecc...). C'è chiaramente una passione personale dell'autrice per questa scienza, nonché un accurato lavoro di ricerca: le parti che la riguardano infatti sono estremamente specifiche e non mancano le spiegazioni generali - accuratamente inserite nella trama - rivolte evidentemente ai lettori che ne sono totalmente al digiuno, come me.

La protagonista femminile è descritta in modo molto accurato specialmente per quello che riguarda il suo passato. Non ha vissuti di grandi tragedie, ma è stata comunque una bambina e una adolescente sola e molto triste, circondata da una famiglia non all'altezza: la madre e la sorella che si alleano contro di lei e il padre che la adora ma che non è abbastanza forte da essere il suo sostegno, finendo per abbandonarsi al proprio stesso disagio e quindi per abbandonare anche Megara. Tutto questo porta la protagonista a sviluppare una sorta di ossessione che le consente di estraniarsi dalla vita relazionale compromessa, ossessione che diventerà poi la sua passione e il suo lavoro, ovvero appunto la cinesica (e Stephen Holland, ma questo è un altro discorso...). Si tratta di dinamiche molto realistiche e comuni in tante famiglie, e ci auguriamo che la precisione narrativa non sia il frutto di un'esperienza diretta. Le precedenti esperienze negative portano Megara a essere quella che è oggi, nel presente narrativo: una lie detector, una donna con un talento speciale nello scovare i bugiardi, ma anche una persona estremamente sensibile ed emotiva, decisa ad aiutare il prossimo in ogni modo, cosa che finisce per costituire la sua peculiarità in uno mondo fatto di persone che di emozioni ne sanno talmente tanto da aver imparato a non provarne e a non lasciarsene coinvolgere.

Oltre a questo, ci tengo a sottolineare lo stile pulito e scorrevole e la quasi totale mancanza di refusi, che fanno di Ubi tu una lettura indubbiamente alquanto piacevole.
Se proprio devo trovare difetto, direi che sta nel personaggio di Stephen che secondo me è descritto troppo giovane: lo avrei fatto almeno una decina d'anni più grande visti i conseguimenti che ha ottenuto e il fatto che è stato una sorta di guru e fonte d'ispirazione per la protagonista, quando lei era adolescente e lo conosceva soltanto attraverso i suoi scritti, nonostante non potesse avere più di venticinque anni. 

Naturalmente, essendo una dilogia, la trama termina con un cliffhanger di gigantesche proporzioni che sarà tutto da svelare nel volume conclusivo.

RECENSIONE IN PILLOLE
Consigliato a chi: a tutti coloro che vedono in una fine un nuovo inizio.
I temi trattati: il tradimento, la solitudine, l'amicizia, il sostegno reciproco, l'impegno, la passione.
Il messaggio nascosto nella trama: non basta conoscere le emozioni, bisogna viverle!
Giudizio finale ⭐⭐⭐






domenica 15 marzo 2020

IL MATRIMONIO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS 😂

Il coronavirus genera strani filosofi...



- Beh dai - dice mio marito l'altro giorno - questa quarantena non ci sta facendo troppo male...

- Scusa, in che senso? - domando perplessa

- Nel senso che anche se siamo qui tutto il giorno, non ci stiamo tirando i piatti - ribatte, tutto soddisfatto.

- Perché, pensavi che l'avremmo fatto?

- Oh, altroché.


Cosa faccio, lo uccido ora o aspetto la fine della quarantena?



sabato 14 marzo 2020

LA VITA DELL'ANDRE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Le foto che vedete le ho scattate durante una delle ultime passeggiate che mi sono concessa prima
della chiusura totale. Mio figlio minore ed io, in un parco deserto, a caccia di tane di lepri e germogli. E' triste che non si possa fare più nemmeno quello, ma è giusto, la salute deve venire prima.

Dopo giorni e giorni confinati dentro casa devo ammettere che il buonumore viene un po' meno, anche a una come me che trova sempre il modo di essere allegra. Si, lo so, me l'hanno già detto... sono una dannata Pollyanna. Non ci posso fare niente, mi viene sempre da cercare il lato buono delle cose e delle persone.

Buonista, anche, mi chiamano. Ma non addentriamoci in questo discorso.

Le giornate sono un po' tutte uguali, tant'è che oggi mi ha telefonato mio figlio dall'Irlanda e non sapevo nemmeno che giorno fosse... un po' come quando sei in ferie, ma senza mare. 

L'immobilità mi uccide. 
No, che andate a pensare, non sono una fanatica del fitness o una habituée della palestra... magari. 
E' solo che ora della fine della quarantena probabilmente indosserò una taglia 52 se no mi do una mossa. Così stamattina ho deciso di cominciare con lo step. Mi alzo, colazione frugale, mi metto sullo step e mi distraggo con una serie tv. Avevo pensato ad Outlander, inizialmente, ma non avevo voglia di andare a ripescare i dvd in mezzo ai mille mila dvd che ho ammucchiati ordinatamente archiviati nel mobile della sala, così ho acceso Netflix e ho ripiegato su Shadowhunters, di cui avevo già visto la prima stagione. Beh, creature, demoni, cacciatori, un biondo niente male e una storia MM che - dicono - diventerà molto intrigante. Quel che serve per distrarsi dal mal di gambe!

Adesso la vera sfida sarà continuare ogni giorno... conoscendomi... vabbè.
La mia vita è un po' come se fosse in stand by. Leggo tanto, per il blog, ma scrivo poco e sono in
qualche modo poco presente, come in attesa di qualcosa, anche se non so che cosa. Ogni tanto mi blocco nel fare quello che sto facendo in quel momento e penso "in che tempi viviamo!" solo che non lo penso, lo dico ad alta voce e qui sono già pronti col ricovero coatto.

Diciamo che per una pigra e disorganzzata come me, una bella pandemia era proprio quello che ci voleva.

venerdì 13 marzo 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Il Mandante, di Maria Teresa Valle per Frilli Editori

Buongiorno cari lettori, oggi la nostra nuova collaboratrice Miss Moneypenny - esperta di gialli e noir - esordisce sul blog con questa bella recensione.

SCHEDA
Titolo: Il mandante. La prima indagine del "Becchino"
Autore: Maria Teresa Valle
Editore: Frilli
Collana: Supernoir
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 22 novembre 2019
Pagine: 224 p., Brossura

SINOSSI
Genova, 1950. La guerra è finita da pochi anni e Genova ne mostra ancora le ferite. In questa città, che sta cercando di ritrovare la sua normalità, torna, in qualità di commissario capo, Damiano Flexi Gerardi. Durante il regime fascista e per tutto il periodo del conflitto ha esercitato il suo ufficio in Sardegna. Al commissariato di Prè, dove è stato destinato, lo aspetta un collega, il vice commissario Alfiero Bonvicini, con cui c'è una ruggine di vecchia data, e un giovane ispettore, Silvio Marceddu, con cui simpatizza subito, nonostante il proprio carattere restio alle amicizie. Fa appena in tempo a sistemarsi a casa del fratello e della cognata che viene chiamato in causa per un delitto: un modesto sarto di abiti ecclesiastici, viene trovato ucciso nel suo laboratorio nel cuore del centro storico. Nessun testimone, nessun indizio.
La vittima è un uomo di specchiata onestà, apparentemente senza nemici. Non un solo movente per il suo omicidio. Un secondo delitto, vittima la tenutaria di una casa chiusa, Margherita Papi, detta Margò, seguito dalla scomparsa di un giovane confidente della polizia e, successivamente, di quella del fratello di Damiano, complicano ulteriormente le indagini. Il commissario si imbatte inoltre in Gerda e Stefan, due fratelli giunti a Genova dalla Germania. Come si collega la loro vicenda con i delitti su cui sta indagando Damiano Flexi Gerardi? Il commissario, oppresso dalla rupofobia e dalla afefobia, tormentato da un amore impossibile, ostacolato dal questore, arriverà alla fine a scoprire un'amara verità. A suo modo di vedere solo una sarà la soluzione possibile.

REENSIONE
L'autrice con scrittura semplice e scorrevole ci conduce nella Genova del dopoguerra e all'interno di una trama gialla il cui movente apparente potrebbe essere un vecchio intrigo amoroso forse vagamente proibito, e la scoperta di un segreto ben nascosto. Ma è solo apparenza, perché presto si inseriscono nuovi personaggi lontani dal luogo dei delitti, che nulla sembrano avere a che fare con le vittime genovesi. Sono stranieri in fuga, che si muovono in modo sospetto e che, efficacemente aiutati, riescono a nascondere il loro percorso finché non attraversano il confine. Si aggrovigliano quindi fatti apparentemente slegati tra loro che diventano chiari quando i fuggitivi arrivano a Genova e un insieme di eventi, a mezzo tra collaborazione e complotto, interviene a legare tutti i fili pendenti.
Il “becchino” è un capace commissario di polizia, appena tornato per servizio a Genova che è la sua città natale dove, dopo dieci anni di lontananza, ritrova il fratello col quale i rapporti non sono idilliaci e conosce la famiglia che questi nel frattempo si è formato e dalla quale viene accolto con estremo affetto.
Al commissariato di Prè scopre che il suo un vice è una vecchia conoscenza con cui c’è stata della
ruggine in passato, e a cui dimostra subito il suo disprezzo.
Il personaggio del commissario Flexi Gerardi è ben descritto, egli è severo, sensibile, un po’ permaloso, affettuoso quando ne vale la pena, non incline all’amicizia, ma capace di dare fiducia se intuisce l’onestà del suo interlocutore. Pieno di fobie, sembra indossare una corazza che gli consenta di potersi mantenere al riparo dalle emozioni e dai sentimenti. Quel suo vestire sempre in scuro, da becchino appunto, sembra sfruttato dall’autrice proprio per delinearne il carattere introverso.
Manca però ogni minimo accenno al motivo di questo suo modo di porsi, al suo passato. Possiamo
immaginare che qualcosa lo abbia ferito, per indurlo a quell’atteggiamento, ma non pare possibile possa essere “solo” il suo trasferimento ad Oristano, avvenuto dieci anni prima per punizione, come intuiamo da una vivace conversazione col questore. Qualcos’altro o qualcun altro deve avergli causato dolore, inducendolo a irrigidirsi. Così come non sappiamo nulla della sua amica Agnese, che lui ricorda spesso e di cui sente molto la mancanza avendola persa durante la guerra, in quanto l’autrice, anziché accennare brevemente a quel personaggio, come in altre circostanze, rimanda il lettore ad un altro testo con una semplice nota a piè di pagina. E neppure riusciamo a sapere l’origine di quello strano doppio cognome, che tanto incuriosisce.
Nel complesso comunque un buon racconto giallo, con legami tra Curia, bordelli, connivenze e intrighi politici internazionali, ai quali il commissario dovrà alla fine arrendersi senza poter mettere le mani sui veri colpevoli.
Come detto, ci lascia un po’ insoddisfatti la mancanza di accenni ad eventi precedenti, che la nostra
fantasia può solo ad immaginare.
Al termine l’autrice, con astuzia, osteggiando la decisione presa dal commissario, lascia una porta aperta ad eventuali successive indagini.

Valutazione finale ⭐⭐⭐

A presto con nuovi intrighi.
Miss Moneypenny


giovedì 12 marzo 2020

CURIOSITA' LETTERARIE: il primo racconto dell'orrore

Da brava amante dei libri horror quale mi reputo, non potevo non condividere questa piccola chicca, questa curiosità letteraria che sembra far risalire il primo racconto horror della storia a Tito Petronio, che nel suo Satyricon (I secolo d.C.) include addirittura un lupo mannaro!





Nell'episodio dedicato alla Cena di Trimalcione, infatti, a un certo punto uno dei commensali, Nicerote, prende la parola per raccontare qualcosa che gli è capitato e che ha tutti i contorni di un'esperienza ai limiti della realtà. Nicerote, infatti, anni prima aveva intrattenuto una relazione irregolare (nel senso che lei era sposata...) con tale Melissa, poi rimasta vedova.

Quando ero ancora un servo, si abitava in Vico Stretto; oggi è la casa di Gavilla. 
Lì, come gli dèi vogliono, incominciai a farmela con la moglie di Terenzio, l’oste; 
ricorderete Melissa di Taranto, la splendida cicciona. 
Io però, per Ercole, non ero mica per il fisico, o per farci l’amore,
 che mi interessavo a lei, ma perché aveva un buon carattere. 

Una sera stava percorrendo la via verso la casa della sua amante insieme a un militare, già di partenza
descritto "forte come l'Orco" quando, attraversando un cimitero, a un certo punto il militare si mette a - ehm - urinare in giro, disegnando una sorta di cerchio magico attorno ai propri vestiti. A quel punto, il soldato si trasforma in un lupo e scappa nel bosco.

Si trattava di un soldato, forte come l’Orco. Leviamo le chiappe verso il canto del gallo; 
c’era una luna che sembrava mezzogiorno. Arriviamo in mezzo a un cimitero: 
il mio uomo si mette a farla tra le tombe, io mi siedo canticchiando 
e mi metto a contare le lapidi. Poi mi volto verso il mio compare e vedo 
che quello è lì che si sveste e depone tutti gli abiti sul ciglio della strada. 
Mi sentivo il cuore in gola; stavo immobile come fossi morto. 
Quello allora si mise a pisciare tutto intorno ai vestiti e di colpo si trasformò in lupo. 
Non pensate che stia scherzando; non mentirei per tutto l’oro del mondo.
Ma, come stavo dicendo, una volta diventato lupo, incominciò a ululare e sparì nella boscaglia. 


Quando arriva a casa della propria compagna, Nicerote scopre che poc'anzi proprio un lupo aveva cercato di attaccare la proprietà, rimediandone una ferita al collo. 

Strinsi la mano alla spada, e, abracadabra, andai infilzando le ombre, 
finché non raggiunsi la tenuta della mia amica. 
Entrai che parevo uno spettro, a momenti schiattavo, 
il sudore mi colava tra le chiappe e avevo gli occhi di un morto; 
ce ne volle per riprendermi. La mia Melissa dapprima si meravigliò 
perché ero ancora in giro a quell’ora, e fece: 
“Se arrivavi un po’ prima, almeno ci davi una mano; un lupo si è introdotto 
nella fattoria e da vero macellaio ci ha sgozzato tutte le bestie. 
Però non l’ha fatta franca, anche se è riuscito a fuggire, 
ché un nostro servo gli ha trapassato il collo con la lancia


Il giorno dopo, recandosi presso la casa del soldato, Nicerote resta sconvolto nel verificare che egli ha una ferita alla gola, proprio nel punto in cui era stato colpito il lupo.

Come poi tornai a casa trovai il mio soldato stravaccato sul letto come un bue, 
mentre il medico gli curava il collo. Compresi che era un lupo mannaro 
e da allora in poi non sarei più riuscito a dividere il pane con lui, 
nemmeno se mi avessero ammazzato.

Che dire, gli elementi magici ci sono tutti: il cimitero, la notte di luna piena, gli abiti insanguinati, la ferita inferta alla bestia che ricompare sul corpo dell'uomo. Chissà che il nostro Petronio non avesse davvero assistito a qualche magica trasformazione!

mercoledì 11 marzo 2020

LA VITA DELL'ANDRE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS - di bambini a casa

Ora, io non so voi, ma personalmente mi sono ben rotta los cojones di tutti questi lazzi e frizzi sulle mamme esasperate dai figli a casa.

Un po' va bene, dopotutto l'autoironia è il sale della vita.
Poi basta.

E per chi ci avete prese, per un branco di oche starnazzanti?
Siamo forse personaggi di una sit com degli anni 80?
Che forse le madri odierne annoverano tra le proprie fila Mata Hari, Lucrezia Borgia e Maria la Sanguinaria?

Ma perché non pensate prima di dar aria alla bocca - o meglio alla tastiera  - imbrattando i social con le vostre stupidaggini? Che già se ne sentono parecchie in questi giorni, ci manca di denigrare le madri di famiglia e siamo a posto!

Comecome? Ironia? Satira? Umorismo? Ma fatemi il piacere.

Il coronavirus impone cambiamenti di comportamento sostanziali in questi giorni e non nascondo che la chiusura delle scuole ha un grosso impatto sul quotidiano anche per me, che lavoro comunque da casa e ho un solo figlio attualmente a carico - e per di più grandicello. Ma per favore non scadiamo nella battuta facile. Non tutti i lavoratori possono fare smart working e non tutti hanno una rete di supporto a disposizione. Una famiglia che deve continuare a lavorare in ufficio - o in negozio, o in ospedale o dovecavolovipare - con due bambini a casa dall'asilo cosa dovrebbe fare? I salti dalla gioia?

Certo, la salute prima di tutto, non potrei essere più d'accordo.
Ma per favore non aggiungiamo la beffa al danno dipingendo mamme (e papà, ma chissà come mai soprattutto mamme) pigre e inadeguate che non hanno voglia di badare ai propri figli, perché la realtà dei fatti è ben diversa.

Le mamme sono sempre bersagli fin troppo facili, ce n'è sempre una, no? Se allattano, non va bene perché minano l'indipendenza del figlio, ma se non allattano ne compromettono la salute. Se corrono dietro ai bambini sono ansiose e soffocanti, se li lasciano fare sono incoscienti. Se li sgridano sono castranti, se non lo fanno crescono dei selvaggi. Se lavorano pensano solo alla carriera, se non lo fanno sono sciatte e senza carattere. Se escono con le amiche sono immature e inaffidabili, se non lo fanno sono succubi del figlio. Lo sfottò di questi giorni non fa altro che inserirsi in questo trito filone.

E ci avete un po' sfrantecato i maroni, se mi passate l'accento di Cambridge.

Senza contare che una mamma oculata (e un po' bastarda), può trovare mille compiti utili da far svolgere al proprio figliolo in vacanze forzate dalla scuola 😋⬇️










martedì 10 marzo 2020

SEGNALAZIONE NUOVA USCITA: Io sono qui, tu dove sei? di Anna Biasi per Las Flaneurs

Buongiorno,
anche se non è nostra prassi sovrapporre i post, oggi ci terrei a segnalarvi anche una nuova uscita targata LES FLANEURS perché tratta di un argomento che mi sta a cuore e che credo vada "oltre" a quello che siamo abituati a leggere.

Autore: Anna Biasi
Titolo: Io sono qui, tu dove sei?
Prezzo: € 13
Pagine: 136
Uscita: 10 marzo 2020


Sinossi: Cos’è la normalità? Tu pensi di essere normale? Tutti siamo un po’ strani, a pensarci bene. Qualcuno un po’ di più e qualcuno di meno. Siamo accomunati però tutti quanti da un unico scopo: la ricerca della felicità. Questa è la vera storia di Anna: ci strappa un sorriso e a volte una lacrima. È il racconto, leggero e sofferto al tempo stesso, di una mamma alle prese con un mondo che molti non conoscono: l’autismo.

DUE PAROLE SULL'AUTRICE:
Anna Biasi (1970) lavora come impiegata in una grande azienda nazionale ed è mamma di un bambino. È vice presidente dell’associazione di volontariato “Il Bene che ti voglio” che si occupa di autismo. Creativa, ama l’artigianato e il fai da te, pratica sport e soprattutto ama leggere nei ritagli di tempo. Questo è il suo romanzo d’esordio.