domenica 16 febbraio 2020

VITA DA SCRITTRICE: Non si giudica un lettore dalla copertina

... e nemmeno uno scrittore, oserei aggiungere. 

Questa è un concetto a cui tengo particolarmente, perché la tentazione di denigrare un genere letterario o l'altro - e di conseguenza chi lo scrive e chi lo legge - sembra che stia esponenzialmente aumentando in questi anni, in cui l'editoria esplode di un numero mai visto di autori nuovi, grazie alle meraviglie del self publishing.

O forse è solo perché io mi sono avvicinata all'editoria soltanto nel 2017 e di chi denigrava cosa prima di quella data non ne sapevo niente. Chi lo sa.

A ogni modo, lo dico perché frequentando le fiere ne sento di ogni.
Al mio ciao, ti piace leggere? ricevo spesso, tra le altre, le due seguenti risposte:
1. sì, ma non questo genere (e lì parte il gesto sprezzante della mano che sottintende la parola 'spazzatura', che resta non detta)
2. sì, ma leggo roba più seria (e prima o poi un 'ma più serio ddddeche?' mi uscirà dalla bocca, sono sicura)



Ora, dal momento che io faccio mediamente le fiere del fumetto e i comics, il "questo genere" in oggetto di solito è il fantasy o la fantascienza (e qui potremmo parlare due millenni dei grandi autori che hanno dato lustro a questi due filoni), ma questo tipo di commento altero è spesso riferito anche al cosiddetto rosa e all'erotico.
Perché mi sento chiamata in causa?
Be', il mio primo lavoro è una dilogia di ambientazione storica in cui si parla - tra le altre cose - di una storia d'amore passionale.
Il secondo è uno urban fantasy tendente al giallo in cui, di nuovo, tra gli elementi narrativi non manca una certa dose di eros.

Quindi sì, decisamente il declassamento dei generi romance ed erotico a letteratura di serie B mi da parecchio fastidio. Voglio dire, dai, è ridicolo: scrivere di gente che si fa la guerra va bene, è giusto, ed è di qualità. Scrivere di gente che si ama, invece, no.
Ma seriamente?
Cosa c'è di male a parlare di sentimenti e di sesso? 
Se per caso vi fosse sfuggito, sono due delle tre cose che fanno girare il mondo (la terza sono i soldi), e mi sembra che questo le renda assolutamente degne di comparire in un romanzo. O mi sbaglio? 
È come se all'improvviso tutti quanti fossero diventati lettori super acculturati che non vanno sotto il livello di Proust o Dostoevskij.
Ragazzi, mi spiace deludervi... lo sappiamo che millantate... perché se mi fate gli snob letterari che leggono solo classici, e poi mi sbagliate i congiuntivi parlando... eh, allora abbiamo un problemino, che ne dite?

Ma di preciso, cos'è che vi turba nei libri "romantici" e "di sesso"? 

Ci ho pensato su parecchio, e sono giunta a una mia conclusione personale. La volete sentire?
Io credo che alla fin fine sia sempre il solito discorsetto sessista trito e ritrito. Il rosa - e lo dice il colore stesso, no? -  è semplicemente roba da donne (donnette) mentre l'erotico è roba da gran vacche, diciamocelo. Le donne per bene non scrivono di sesso, ne fanno il minimo indispensabile e guai a farselo piacere. A chi è che piace il sesso? Agli uomini e alle troie, ecco a chi. Le signore per bene non parlano di certe cose. E tantomeno i maschi alpha chenondevonochiederemai possono abbassarsi al livello di Liala, vi pare? Ne va della loro virilità, santo cielo! 
Anacronistico (per non dire allucinante)?
Eccome. Ma sareste stupiti di sapere quanti anacronismi del genere ho scovato, nascosti sotto ridicole maschere  di progressismo e apertura mentale.
È come se non gli si riconoscesse alcuno status, come se parlare di sentimenti fosse osceno di per sé, a volte ancora più osceno del sesso tout court. Ma perché?

Il fatto è che non solo chi non lo legge lo denigra, ma chi lo legge si vergogna quasi.
- Ciao, ti piace leggere?
- Si, ma non questo genere
- E che genere leggi?
- Mah... cose più...sai... con un po' di... ecco.... 
- Romanticismo?
- Ecco, si, dai.

Ragazzi, io ve lo dico: non c'è niente di male!!
Nulla di male nel leggerlo, e tantomeno nulla di male nello scriverlo. 
E volete sapere un'altra cosa? non sono gli uomini i nostri peggiori detrattori (nostri, perché io leggo e scrivo anche rosa e per tutti gli dei vichinghi non me ne vergogno). Sono le altre donne. Altre donne ansiose di dimostrarsi superiori, timorose di essere considerate donnette, o peggio, femminucce. Donne che, perdonate l'ardito paragone, come nel meraviglioso romanzo (poi serie tv) Il racconto dell'ancella dimenticano la solidarietà per scagliarsi le une contro le altre nell'assurdo tentativo di primeggiare in un mondo che, comunque, non le considera e non le considererà mai pari ai loro uomini.
Torneremo tra le ancelle in un prossimo post, perciò stay tuned.

I MIEI DUE CENTESIMI DI VITA VISSUTA
A me lo chiedono spessissimo. Cosa ti spinge a scrivere quello che scrivi?
Perché l'amore? perché il sesso?
Come se questi due elementi rovinassero uno scritto, invece di arricchirlo.
Ve lo spiego, più chiaramente che posso:
Amore e passione sono ciò che rende la vita degna di essere vissuta.
Quando sarete negli ultimi attimi della vostra vita, non ricorderete i successi professionali che avete conseguito, né i libri che avete avuto nella classifica dei best seller, e nemmeno i soldi che avete fatto col vostro lavoro. Ricorderete le cose che contano davvero: le persone che avete amato e quelle che hanno amato voi. 

Amore e passione sono ciò che rende la vita degna di essere vissuta.
Sono ciò per cui vale la pena vivere
e perciò sono quello di cui vale la pena scrivere.

Coraggio. Smentitemi.















Nessun commento:

Posta un commento