venerdì 7 febbraio 2020

LE RECENSIONI DELL'ANDRE: Quando Borg posò lo sguardo su Eve di Annarita Stella Petrino per Tabula Fati

Era tanto che non mettevo le mani su un bel sci-fi/distopico, oggi sono molto lieta di recensire un ottimo esponente di questo genere!

SCHEDA:
TITOLO: Quando Borg posò lo sguardo su Eve
AUTORE: Annarita Stella Petrino
CASA EDITRICE: Tabula Fati
GENERE: sci-fi, distopico
COSTO: 12,75€ formato cartaceo con copertina flessibile
PAGINE: 205


SINOSSI:
Nella Sedicesima Primavera gli esseri umani non sono l'unica specie dominante. Dopo il cataclisma che ha quasi ucciso il pianeta, vivono sottomessi ai borg che loro stessi hanno creato quando il mondo devastato da guerre e pestilenze aveva bisogno di tornare a essere popolato. Un Governo borg e leggi borg regolamentano la nuova società, i cui ideali sembrano discostarsi di poco da quelli che avevano fatto precipitare quella vecchia. Di quei giorni è rimasto un Partito, ora l'unico tentativo organizzato degli esseri umani per riaffermare la propria autonomia. La lotta per la libertà è un cammino lungo e costellato di vittime, ed è in questo scenario che si muove Lilandra Nassir, una giovane borg erede di una potente famiglia. Nella lunga e faticosa ricerca delle proprie origini e della sua sfaccettata identità, Lilandra attraverserà il nuovo mondo borg per scoprire che la diversità fra le razze è solo dettata dall'errata convinzione di un'inesistente superiorità di una sull'altra.



RECENSIONE:
È sempre la solita storia. È questo che sembra voglia dirci l'autrice con questo lavoro originale e ben strutturato a metà tra la fantascienza e il distopico. 
Quando due razze hanno a che fare l'una con l'altra, possiamo star certi che prima o poi una cercherà di sottomettere l'altra. Che si tratti di uomini delle caverne con le clave, nazisti con la svastica o Borg coi muscoli biomeccanici, non ci si può sbagliare: la natura umana è fatta (anche) di sopraffazione. Quando poi una delle due razze è immediata emanazione dell'altra, ne conserva pur non volendo (o facendo finta di non volerlo!) tutte le caratteristiche, anche le più abbiette, e fintanto che non ci sarà una vera presa di coscienza di questo semplice fatto, saremo destinati a perpetuare sempre i medesimi orrori. E lasciatemi dire che certe situazioni nella Sedicesima Primavera non sembrano troppo dissimili da un campo di lavoro nazista, o dal Sudafrica dell'Apartheid. Gli uomini non hanno imparato dal proprio passato, e dopo aver distrutto praticamente il pianeta, non hanno trovato nulla di meglio che snaturare sé stessi per generare una razza tecno-orgnanica che rimediasse ai propri errori. E nella miglior tradizione del filone fantascientifico sull'intelligenza artificiale (Skynet, ve lo ricordate? E Io, robot?), la creatura è destinata a divenire superiore al proprio creatore, prendendone il posto.
Un po' come quando i figli surclassano i padri.
È questo lo scenario in cui si muove la protagonista Lilandra, che durante il corso della narrazione compirà un percorso notevole di crescita personale, generato dalla presa di coscienza di chi veramente lei sia. Tutto ciò che lei conosce si dimostrerà fallace; nonostante questo saprà non ascoltare la voce dell'odio e della vendetta, e si farà promotrice di un cambiamento che coinvolgerà non solo lei, ma tutta la società in cui vive. Mai come in questo romanzo è stato dimostrato il detto "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo".
Ma non è tutto, perché c'è un altro aspetto che mi sta molto a cuore sottolineare, un aspetto che io stessa faccio mio nei miei romanzi e nella mia vita: amor vincit omnia. Così come l'essere umano porta con sé tendenza all'odio e sete di potere, non è possibile spegnerene la profonda e istintiva spinta verso l'amore. L'amore non conosce diversità o calcolo, non ha razza né genere. L'amore avviene, punto e basta, quando meno ce lo si aspetta, veicolato da un semplice sguardo.
Ed è per questo che tutto è cambiato quando Borg posò lo sguardo su Eve: Lilandra non dovrà far altro che raccogliere questa straordinaria eredità e portarla nel mondo.
Stile fluido e scorrevole, lucida analisi politica, trama intrigante e verosimile, nonostante la distanza temporale tra noi e il presente della narrazione. Un lavoro decisamente notevole, che mi sento senz'altro di consigliare a tutti.

RECENSIONE IN PILLOLE:
Consigliato a chi: sentendo "borg" pensa unicamente a Star Trek...
I temi trattati: la diversità, il razzismo, la guerra, il riscatto, l'impegno, l'intelligenza artificiale.
Il messaggio nascosto nella trama: il più grande cambiamento può nascondersi nel più piccolo atto
Giudizio finale: ⭐⭐⭐ e 1/2


DUE PAROLE SULL'AUTRICE:
Annarita Stella Petrino, abruzzese, insegnante di Scuola Primaria, moglie e madre, scrive fantascienza da quando, a 13 anni, ha incontrato i libri di Isaac Asimov e dei suoi robot.
Da allora ha pubblicato diversi racconti su riviste di fantascienza, webzine e siti. 
Nel 2004 esce il suo primo romanzo di fantascienza “Ragnatela Dimensionale” nella collana “I Delfini” della Delos Books di Milano. È autrice delle due raccolte di racconti di fantascienza “You God” e "Racconti nascosti nei sogni" (Edizioni il Papavero 2013 e 2015) e del romanzo breve "Immateria, al di là della Matrice" (Ed. Il Papavero 2016),  Ha ottenuto alcune distinzioni di merito in concorsi di letteratura fantascientifica e non.







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