mercoledì 26 febbraio 2020

LA VITA DELL'ANDRE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS - part 1

Il coronavirus genera strani reclusi...
io vivo in "zona gialla" nel senso che sono Lombarda ma non ci sono (ancora) casi accertati nel mio comune. Nonostante questo, sembra di stare in zona di guerra... supermercati vuoti, gente mascherata (nel senso della mascherina, non del carnevale).

Dalle mie finestre

Tutte le attività sono sospese, ma lo sapete.
Quello che non sapete è che la mancanza di allenamento provoca a mio figlio dodicenne, che chiameremo Scheggia, una sorta di iperattività di riflesso che lo rende... come posso dire... molesto?
Praticamente è come se avesse un cumulo di energia in eccesso che normalmente scarica sul campo di rugby e che invece in questi giorni deve scaricare in casa... o su di me... parlando parlando parlando, saltellando saltellando, saltellando, litigando con la Play (si, lui quando gioca interagisce coi personaggi come se fossero persone vere, lo ha sempre fatto), rotolandosi sul divano, ecc ecc ecc.

Soluzione: fai qualcosa di utile, amore di mamma!




Ma la cosa più incredibile l'ho vista ieri: lo studio medico con sede nella via parallela alla mia è blindato. Il medico (o l'assistente, non saprei) parla coi pazienti da dietro una sorta di porta posticcia fatta di plastica trasparente - medico dentro e pazienti sul marciapiede - e le ricette vengono fatte passare da una fessura in questa porta di plastica.

Auguriamoci che non ci venga nessuna malattia nemmeno lieve in questi giorni deliranti, perché secondo me o hai il coronavirus, o crepi solo e male!


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