venerdì 21 febbraio 2020

I LIBRI DELL'ANDRE: Vi presento Malcom MacDubh

Buongiorno miei cari lettori, oggi mi prendo una giornata autocelebrativa per parlarvi di uno dei miei personaggi, il protagonista di Lo spazio tra noi, Malcom MacDubh.

La prima cosa da sapere su Malcom è che non è un essere umano. 
Fa parte di una razza di esploratori privi di corpo fisico, che saltano da un mondo all'altro per le proprie missioni esplorative. Una volta arrivati alla loro destinazione, questi esploratori generano un corpo adatto alla vita su quel pianeta, lo abitano, e poi saltano via verso una prossima missione.

Malcom è un personaggio complesso, in bilico tra due mondi. 
Quando arriva sulla Terra, resta inizialmente folgorato dalla complessità della mente umana, sia dal punto di vista intellettuale che da quello emotivo. Malcom non ha mai abitato un corpo complicato come il nostro, dovrà impegnarsi molto per abituarsi a gestirlo, e capirà molto presto che la prima - e forse unica - domanda realmente importante a cui dovrà rispondere sul nostro pianeta è: che tipo di uomo voglio essere?

«Questo pianeta è diverso da tutti quelli che abbiamo visto finora, non è vero? C’è una bellezza qui che non si trova in nessun altro luogo. Ho sempre desiderato essere un esploratore» proseguii. «Fino da quando sono stato generato. Io sono di seconda generazione: non ho mai sperimentato la vita corporea su Phion e non ho ricordi di come fossero fatti i corpi dentro i quali ci siamo evoluti. Nonostante questo, ho sempre sentito una sorta di… nostalgia. So che non è il termine giusto, perché non puoi avere nostalgia di qualcosa che non hai esperito, ma non ne trovo uno migliore. Ho studiato la nostra storia come tutti e mi sono trovato sempre d’accordo con le decisioni degli Anziani, tuttavia ho sempre anelato conoscere cosa si provasse avendo un corpo. È per questo che sono diventato esploratore. Non per studiare mondi e civiltà, anche se è una vita molto interessante, quanto per conoscere sensazioni ed emozioni. E le mie esplorazioni sono sempre state rivolte all’interno dei corpi che abitavo, molto più che all’esterno. Bramavo sapere cosa significasse muovermi nel mondo fisico come un essere solido.»

Malcom incarna una sorta di ideale. E’ umano solo da pochi mesi, ed è quindi ingenuo come il neonato che in effetti è a dispetto del suo corpo. Non è ancora  “contaminato” da pensieri egoistici o utilitaristici. Reagisce con forza e con passione a ogni cosa che gli accade come farebbe un bambino per il quale non esistono scale di grigio: le cose sono bianche, oppure nere. Si guarda intorno costantemente, si riempie gli occhi di tutto ciò che che lo circonda, è ancora capace di stupirsi e meravigliarsi davanti alle piccole cose. E’ tutto quello che noi siamo stati e che, una volta cresciuti (singolarmente e come popolo) non siamo più.
I singolari avvenimenti di cui è testimone e protagonista durante la sua permanenza sulla Terra sono il pretesto per il suo viaggio più importante, quello che svolgerà dentro sé stesso. Scelte importanti lo attendono,  decisioni difficili che determineranno il futuro suo e quello delle persone a cui ha imparato a tenere.
Il romanzo a lui dedicato è una commistione di generi. C'è naturalmente una premessa fantasy/sci fi, dal momento che il protagonista non è di questa terra. C'è un'incursione nel giallo, perché questi "singolari avvenimenti" includono un efferato delitto che attende giustizia. Nel mezzo, c'è il percorso del protagonista, che grazie a sentimenti come l'amore, la rabbia, la passione, la paura scoprirà chi in effetti egli sia veramente e cosa voglia dalla vita.



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