giovedì 2 gennaio 2020

VITA DA SCRITTRICE: Come faccio a sapere se vale la pena?

E quindi ci siamo. 
Abbiamo il tempo, la voglia, una storia che ci gira in testa. 
Non resta altro che scriverla. Facile. Ci mettiamo al pc e via che si va.
Davvero?
Mica tanto!

Una delle domande più frequenti che mi rivolge chi vorrebbe accostarsi alla scrittura ma per qualche ragione non ne ha il coraggio, è questa: come faccio a sapere se la storia che ho in mente vale la pena? I miei due centesimi di saggezza sono i seguenti: ogni storia vale la pena. Non esistono storie stupide, o storie poco interessanti. Ognuna ha in se' il seme del suo proprio successo. Tutto dipende da come la si racconta.

Ora, siamo tutti d'accordo penso nel dire che c'è differenza tra narrativa e cronaca. Un articolo del Corriere della Sera, per quanto ben scritto e per quanto accurato, non è una narrazione propriamente detta, è tutt'al più un elenco di fatti, un'informativa. Tuttavia, anche una trama, se vogliamo, è il racconto di una serie di avvenimenti. Allora qual'è la differenza tra i due?

Ebbene, eccoci al punto. La differenza è ciò che viene definito il tema della storia. 
Ovvero: perché sto raccontando questa serie di eventi? Cosa voglio dire? Quale messaggio voglio far arrivare a chi legge? Questo aspetto ha a che fare con la parte emotiva del racconto: ciò che raccontiamo deve necessariamente suscitare in chi legge una emozione di qualche genere. Altrimenti, è un articolo di cronaca. 

In soldoni: la narrazione ha uno scopo più "alto" di un esercizio di cronaca. Deve esporre fatti, emozioni, sentimenti, avvenimenti in modo tale che il lettore si trovi condotto esattamente dove lo volete portare. Pensate, molto banalmente,  a quando raccontate qualcosa che vi è successo a un amico: anche se non ve ne rendete conto, avete sempre uno scopo nel raccontare: volete farlo ridere, o farlo riflettere, o spaventarlo. E il vostro racconto - orale in questo caso - si baserà appunto su questo, accentuando gli aspetti (o impostando il modo di raccontare) che si accordano con il vostro scopo. 

Perciò ecco qui: quale è il tema della vostra storia?
Detto così fa un po' paura, no? La prima risposta che mi viene in mente è: e che ne so?
La buona notizia è che è più difficile dirlo che farlo.

La verità è che - come sospetto accadrà sovente in queste pagine - il miglior consiglio che mi sento di dare in proposito è: scrivete. Scrivete quello che sentite, quello che avete in mente, quello che vi viene. Scrivete. Buttate fuori. La prima stesura è proprio questo: una sequela di frasi che vi escono dalle dita e dalla testa come vogliono loro senza (troppi) pensieri.
In un secondo momento, potrete verificare quello che avete scritto e rivederlo, accordandolo al tema che, nel frattempo, con ogni probabilità si sarà palesato quasi autonomamente.

Come faccio io.
Eccovi un esempio di vita vissuta.
Con Lo Spazio tra Noi volevo parlare di cosa significa e cosa comporta davvero essere umani, e di come "noi" potremmo apparire a qualcuno che umano non è, con tutti i pregi e difetti della nostra umanità. Questo è il tema del romanzo. 
Dopo la prima stesura, rileggendo il mio lavoro con occhio critico, mi sono accorta che in diverse parti della narrazione, il tema non veniva quasi sfiorato: mi ero limitata a scrivere l'ossatura della storia, il "chi fa cosa", dando poco spazio all'emotività. Così, mi sono messa al lavoro e ho ampliato la trama, inserendo dove l'ho ritenuto opportuno, tutti i riferimenti del caso alle sensazioni, emozioni, pensieri e ragionamenti del protagonista atti a palesare il viaggio interiore che stava compiendo, il cui traguardo era appunto quello di diventare umano.
E poi ancora.
E poi ancora per una terza volta.
E magari anche una quarta.

È un lavoro lungo, va detto. E non bisogna assolutamente avere fretta. La fretta è una nemica molto molto insidiosa! L'ideale sarebbe riuscire a immedesimarsi nei personaggi per provare a trasmettere quello che loro vogliono dire, che poi tradotto significa: quello che noi vorremmo dire se ci trovassimo in quella situazione.

Et voilà. Il risultato sarà una storia che vale davvero la pena di leggere.









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