giovedì 9 gennaio 2020

RECENSIONE DI QUANDO CALA IL BUIO di Gabriel Wolf

Cari lettori, oggi I Libri dell'Andre ha letto per voi un romanzo davvero particolare e tenebroso!

Titolo: QUANDO CALA IL BUIO
Autore: GABRIEL WOLF
Genere: DARK URBAN FANTASY - HORROR
Pagine: 169
Casa editrice: SELF PUBLISHED
Costo: 2.99 EBOOK - 9.99 CARTACEO CON COPERTINA FLESSIBILE - GRATIS CON KU

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SINOSSI:

In una Los Angeles fitta di luci perdute ed ingannatrici, quando la notte prende possesso della città e le tenebre regnano oltre i confini definiti dalla luce del giorno, perse fra distese di sogni e tempeste d’incubi si muovono creature mortali ed immortali di ogni genere, perseguendo scopi, lottando, godendo e soffrendo.

Qui, nella fantastica “Fabbrica dei Sogni”, s’intessono complotti ed intrighi, si stabiliscono alleanze e si pianificano tradimenti mentre mondi anche lontanissimi fra di loro s’incontrano e si scontrano, perché la cruda realtà è che laddove poteri insospettabili si confrontano incessantemente in una guerra infinita la vita stessa ha un prezzo, l’esistenza è continuamente ridefinita dalle circostanze e l’onestà è un lusso di cui possono godere solo coloro che non hanno trovato nessuno disposto a pagare il loro prezzo.





RECENSIONE:
Non è tanto quel che succede. E' il come, che conta.
Ecco un romanzo che non esito a definire straordinario, e cercherò di spiegarvi perché.
Questo libro si inserisce in un universo narrativo creato dall'autore con altri lavori che io, ahimè, non conosco (ancora). Nonostante questo sono rimasta indelebilmente e ineluttabilmente incollata alle pagine, una dopo l'altra, nella speranza di trovare una redenzione che, in questa trama, non c'è.
O per lo meno: io non l'ho trovata.
E' un quadro, quello dipinto dall'autore, un quadro cupo e tenebroso in cui si identifica una sola vera protagonista: la Città della Regina degli Angeli, meglio conosciuta come Los Angeles.
Lo stile di Gabriel Wolf è accurato, ma non solo: è elegante, ricercato. Arriverei a dire affettato, ma nel miglior significato del termine: quello che ricorda un colto e raffinato giovane uomo colto nell'atto di discutere di libri in un distinto salotto culturale. 
Questo dona al quadro che va dispiegandosi sotto gli occhi del lettore un tono se possibile ancora più oscuro: elemento, questo dell'oscurità, presente in ogni singola frase, in ogni più minuscolo anfratto della trama, grazie a un sapiente uso degli aggettivi che ci riportano continuamente ad una dimensione totalmente altra, totalmente terribile, totalmente nascosta nei recessi più terrificanti della nostra mente. 
Perché il mondo, cari lettori, non è come ce lo immaginiamo. È ben altro: sotto i nostri piedi e sopra le nostre teste - per non dire tutto attorno a noi - esseri di ogni genere vivono e convivono, e ognuno di essi non è neppure lontanamente quello che sembra... ecco la giovane preda innocente che nasconde le fauci tremende della vendetta e del castigo; ecco la donna sensuale che diventa il più terribile - e allo stesso tempo desiderabile - degli incubi. 
L'erotismo che pervade il romanzo è condito di perversione e di degrado, oserei dire di decadenza. È sesso nella sua accezione più proba e nefasta, in cui il piacere si mescola con l'orrore in maniera talmente sottile e inestricabile da condurre gli attori (e i lettori) in basso, sempre più giù, verso i luoghi infernali che - noi poveri mortali ignari - pensiamo possano esistere soltanto nella nostra immaginazione più deviata e diabolica.
La città depravata e perduta viene descritta con una sapienza e una quantità di dettagli che soltanto chi la conosce e la ama profondamente potrebbe profondere, portandoci tutti là, sotto quei piloni, vicino al corso semi sotterraneo di quel fiume, a chiederci cosa ci facciamo in quel luogo nefasto, ma allo stesso tempo a scoprirci incapaci di allontanarcene.
Non esito a dichiarare che il miglior Lovecraft sarebbe fiero di questo lavoro.

RECENSIONE IN PILLOLE
Consigliato a chi: ama l'horror 
Temi trattati: direi la descentio ad inferos, in tutte le sue forme
Messaggio tra le righe: non c'è equilibrio che non possa essere turbato
Voto: ⭐⭐⭐⭐ e 1/2







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