domenica 29 dicembre 2019

RECENSIONE DI THE WITCHER - la serie TV di cui tutti parlano :-)

Va bene, lo so: è una patologia incurabile. La verità è che di questa serie tutti parlavano già fin dal lontano (per modo di dire) Lucca Comix, dove Andrzej Sapkowski era l'ospite più gettonato.
Ho visto la prima puntata la sera del 20 dicembre (data del release) e l'ho finita entro il 21 sera 😅
Cosa ne penso, dunque...




RECENSIONE

In tutta onestà, la mia primissima impressione non è stata totalmente positiva. Ho avuto la netta sensazione che la sceneggiatura fosse scritta per chi aveva letto i libri (cosa che io non ho fatto) e che quindi ci fossero dei "buchi narrativi" che pur non arrivando a compromettere la trama, potevano essere davvero riempiti solo da chi conosceva già Il nostro Geralt di Rivia. Fin dai primi minuti, veniamo sommersi da un mare di strani nomi dei informazioni che sembrano un po' "buttate là", senza spiegazioni. 

La storia tratta le avventure di Geralt, uno degli ultimi Witcher: esseri umani geneticamente modificati e addestrati per la caccia ai mostri. Il mondo di Geralt è popolato dalle più inusuali creature: non solo maghi e Razze Antiche (elfi, nani, gnomi) ma bestie mostruose di tutti i generi e qualità, da far impallidire Shalob e i Balrog! Il territorio è quasi tutto sottoposto all'impero di Nilfgaard, tranne alcuni territori del nord, suddivisi in piccoli regni sempre in lotta tra loro. In questo scenario si muove Geralt, nomade e non necessariamente ben visto dagli abitanti dei villaggi dove si ferma. I Witcher infatti, nonostante uccidano  i mostri che perseguitano la popolazione, sono considerati infidi e pericolosi.


I filoni narrativi su cui si muove la serie sono tre: quello che riguarda Geralt direttamente, quello che riguarda Yennefer, una potente e dotata maga, e quello che riguarda Cirilla, bambina dai poteri prodigiosi e non del tutto compresi (ancora) legata a Geralt nientemeno che dal destino. La narrazione funziona davvero quando riguarda i tre personaggi singolarmente. Tuttavia, come già indicato all'inizio, c'è secondo me un problema di sceneggiatura nel momento in cui si vuole dipingere il quadro d'insieme: i tre filoni convergono, alla fine, ma devo ammettere che all'inizio ho fatto un po' fatica a seguire il filo della trama a causa dei frequenti "salti" temporali che secondo me non sono gestiti benissimo. Una volta capito "come gira il fumo" però, la trama decolla davvero, diventando più interessante e più incalzante con l'andare degli episodi. 


Henry Cavill è un ottimo Geralt. Ora, so che mi attirerò gli strali dei fan, ma io non sono una sua

grandissima estimatrice, lo trovo un po' sempre uguale a se' stesso. In questa parte però è calato benissimo: disilluso, scontroso, poco incline a qualunque tipo di rapporto umano, si aprirà poco a poco - oddio non che diventi mai un allegrone, eh? - anche grazie a Ranuncolo, un giovane bardo che lo segue per narrarne le gesta. Le interazioni tra i due sono spesso spassose ai limiti della comic novel. E lo dico come un fatto positivo: una delle caratteristiche che ho più apprezzato della serie, infatti, è proprio questa sorta di scanzonata leggerezza che senza nulla togliere all'atmosfera da fantasy classico rende, rende tutto più leggero e godibile.


Ultima nota personale: da appassionata di Bonelli, non posso non notare come Ian Aranill, valiedarto degli albi Dragonero, debba a Geralt più di qualcosina nella carattere e nell'aspetto fisico.





RECENSIONE IN PILLOLE:

Consigliato a chi: ama le saghe fantasy pure e classiche alla Tolkien
Temi trattati: la diversità, il coraggio, la lealtà, la ricerca del potere, la determinazione
Messaggio nascosto tra le righe: al destino non si sfugge
VOTO: ⭐⭐⭐⭐ 




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